La salvezza si costruisce in casa?

 di Serafino Ghisu  articolo letto 2105 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
La salvezza si costruisce in casa?

La sconfitta contro il Chievo è la quarta in campionato per i rossoblù. La seconda (su tre) alla “Sardegna Arena”. E se fosse vero che la salvezza si costruisce in casa, ci sarebbe da preoccuparsi. La scorsa stagione il "Sant'Elia" è stato un fortino per Sau e compagni: dei 47 punti totali, 36 sono stati conquistati in casa. Ma torniamo al campionato attuale: il Cagliari ha meritato la sconfitta sia mercoledì contro il Sassuolo, sia ieri contro i clivensi. Tra i rossoblù si è palesata poca lucidità e tanta confusione in entrambe le partite. Ma anche in occasione dell’unico successo tra le mura amiche (Cagliari-Crotone 1-0), i ragazzi di Rastelli non hanno brillato.

Fuori casa, invece, il Cagliari ha destato l’attenzione del pubblico sardo che ha elargito diversi consensi. All’Allianz Stadium e al Meazza, nonostante le sconfitte, la squadra ha convinto. Poi, al Paolo Mazza di Ferrara, ha conquistato i tre punti contro la Spal.

Contro il Chievo i rossoblù si sono presentati con cinque modifiche rispetto alla partita contro il Sassuolo: Miangue al posto di Capuano, Andreolli accanto a Pisacane in difesa, Barella in regia, Dessena mezzala e Giannetti davanti con Sau. Due i fattori che hanno causato maggiori problemi alla squadra: le assenze di un regista puro (Cigarini) e di Barella sulla mezzala. Dessena è sembrato fin troppo macchinoso: Rastelli, infatti, ha cambiato le carte in tavola all’inizio della ripresa, inserendo Cigarini al posto del capitano rossoblù. Davanti si è visto poco Joao Pedro, chiuso da Radovanovic. Giannetti si è impegnato, non si può dire il contrario. Ma la Serie A non è - per il momento - il campionato più adatto alla punta senese. Discorso analogo per Faragò. Miangue, invece, ha disputato una discreta gara in fase offensiva, mentre ha commesso qualche errore in copertura.

E’ inutile cercare alibi: la prestazione dei rossoblù è stata deludente. Contro il Chievo sono mancate occasioni limpide per segnare. Ancora prima è mancata la costruzione. Spesso, infatti, si è ricorso al lancio lungo per cercare Giannetti e Sau. Un po’ di luce l’ha portata Cossu, a differenza del “fantasma” Joao Pedro. Il numero 10 del Cagliari nelle ultime due partite si è visto poco, pochissimo. E’ ancora lontano dal vero talento brasiliano che conoscono i più.

C’è tanto da lavorare e bisogna impegnarsi sin da subito. Domenica il Cagliari affronterà il Napoli al San Paolo. Non una partita semplicissima per gli uomini di Rastelli. I rossoblù cercheranno il riscatto fuori dall’Isola, in attesa che la “Sardegna Arena” diventi il fortino tanto acclamato. Perché, si sa, le salvezze si costruiscono tra le mura di casa.