La strana legge del VAR contro le "grandi"

 di Serafino Ghisu  articolo letto 2251 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
La strana legge del VAR contro le "grandi"

Il Cagliari esce sconfitto, a testa altissima, contro la Juventus. Una prova coraggiosa dei rossoblù, vinti non tanto dalla squadra bianconera, quanto dalle decisioni errate del signor Calvarese.

Il direttore di gara non ha concesso un rigore netto a favore dei sardi: Bernardeschi (già ammonito) ha toccato in area di rigore il pallone, crossato da Padoin, col braccio larghissimo. Calvarese non ha voluto consultare il VAR: se l’avesse fatto, avrebbe inevitabilmente assegnato il penalty.

Inoltre, Benatia andava sanzionato almeno col cartellino giallo per la gomitata ai danni di Pavoletti: per la cronaca, da quell'intervento irregolare del difensore bianconero è nata l'azione che è poi culminata col gol della Juventus. Invece è stato l'attaccante toscano a ricevere l'ammonizione, per proteste. Al limite dell'assurdo.

L’arbitro può anche non aver visto correttamente l’azione dal vivo, ma ha un ottimo strumento - il VAR - per verificare la correttezza della sua decisione. Perché non utilizzarlo?

Non è la prima volta che con le cosiddette “grandi” il Cagliari subisce un torto arbitrale: contro l’Inter il gol di Icardi era da annullare per la carica di Perisic su Rafael, così come erano irregolari le reti di Roma e Juventus per gli “aiuti” con il braccio di Fazio e Dybala.

I rossoblù si ritrovano al 16° posto con 20 punti, a +5 dal Crotone terzultimo, in vista del prossimo impegno col Milan. Un punto in più (contro Juventus e Roma) avrebbe fatto comodo, e non poco, al Cagliari. Così si rischia di falsare un campionato. Poi, se si vuol fare vincere sempre le grandi è un altro discorso.