L’importanza del centravanti

 di Serafino Ghisu  articolo letto 3118 volte
© foto di Daniele Liggi/TuttoCagliari.net
L’importanza del centravanti

La prima punta, la punta centrale, il centrattacco, il centravanti. Appellativi che indicano il terminale offensivo, l’uomo gol. Nel calcio moderno partecipa maggiormente al gioco della squadra, tornando anche a centrocampo a recuperare palloni. Si muove di più, insomma. Il centravanti è un giocatore forte fisicamente, che sa resistere ai contrasti dei difensori ed è in grado di far ripartire da solo la squadra. Gioca spesso di sponda e spalle alla porta. Il gol è il suo pane quotidiano. Basta quello a trasformare una prestazione anonima in una memorabile. 

Ieri, contro la Lazio, al Cagliari è mancato il centravanti. Ha un nome ed un cognome: Marco Borriello. L’attaccante napoletano, classe ’82, è il capocannoniere del club sardo, con dodici gol segnati in campionato. Sedici se si contano anche quelli realizzati in Coppa Italia.

Contro i biancocelesti Alves prima, Tachtsidis e Joao Pedro poi hanno tentato di innescare Sau con i lanci lunghi. Ma “Pattolino”, troppo solo davanti, non ha potuto impensierire come avrebbe voluto De Vrij e Hoedt, entrambi non lontani dal metro e novanta. L’ingresso di Farias non ha cambiato le sorti del match: qualche guizzo del brasiliano c’è stato, ma senza effetti concreti.

La sosta per gli impegni delle nazionali servirà al Cagliari per ritrovare i giocatori infortunati. In primis Marco Borriello, vero fulcro del gioco rossoblù.