Nulla da festeggiare. Boa Sorte Diego

21.01.2019 15:00 di Francesco Ortu  articolo letto 2783 volte
Nulla da festeggiare. Boa Sorte Diego

Il Cagliari ottiene l’ennesimo pareggio rocambolesca alla Sardegna Arena contro l’Empoli con un 2-2 fatto di sorpassi e controsorpassi. Stavolta però non vi è alcuna ragione per festeggiare.

Formazione ormai tipo, con l’inserimento dal primo minuto del neo-acquisto Birsa che si rende immediatamente protagonista dal punto di vista del gioco, dando un ottimo apporto sia in fase di costruzione di gioco, a tutto campo, sia in fase difensiva e di recupero. L’andamento del match è alternato, con folate rossoblù e altre folate azzurre. Tuttavia è il Cagliari che sembra mettere lo sprint, fraseggiando bene a centrocampo e fornendo una serie incalcolabile di traversoni in area, sventati sia dalla bravura degli ospiti nella trappola del fuorigioco ma anche dalla fortuna. Questa pressione viene ovviamente premiata, indovinate chi è il marcatore? Ovviamente sempre Pavoletti che, “incredibilmente”, sigla il suo settimo gol di testa su otto. L’ironia è che l’assist non arriva dai piedi fatati di Birsa e Srna, ma paradossalmente da Ionita. Gli uomini di Maran sembrano in grado di amministrare tranquillamente il risultato e l’incontro, ma non è così… I toscani escono la testa dalla sabbia e prendono piedi con sempre maggior insistenza, complice pure la spina staccata dai padroni di casa.  Neanche il secondo tempo dà la sveglia a Barella&co. e si ritrovano ancora più sopraffatti consentendo agli uomini di Iachini di trovare il pareggio e, non ancora affamati, trovano il sorpasso con un Zajc che nella confusione della difesa sarda sembra Pelè. Solo dopo il sorpasso il black-out finisce e allora la squadra rinizia a giocare, trovando insperatamente il gol (dell’addio) di Farias da poco subentrato. Un lieto fine certo, ma sarebbe dovuto essere meritatamente più amaro.

Il Cagliari si dimostra, ancora, eccessivamente lunatico. Non è comprensibile come questi cali si ripetano in modo regolare e puntuale ogni partita. Sono parecchie le partite che si sarebbero potute chiudere ed amministrare meglio, se non vincere. Ma quali sono le cause scatenanti? Si possono contare tre punti di vista facilmente sovrapponibili, ma anche considerabili singolarmente: in primis vi sono giocatori buchi nella rosa coperti da giocatori adattati che rallentano inesorabilmente gli ingranaggi della squadra (basti pensare a Padoin e JP) ricondubile quindi alle colpe della dirigenza che non ha ancora agito per risolvere questo problema. Il secondo punto è attribuibile alla guida tecnica: Maran non sembra più in grado di leggere la partita correttamente, effettuando sostituzioni che schiacciano la squadra lasciandola in balia degli avversari e, inoltre, non sembra più in grado di predisporre uno spartito come nella prima parte di stagione. Infine vi sono i giocatori che non sembrano più capaci di dare dal punto di vista psicologico e atletico continuità alla prestazione per tutti i 90 minuti. Senza dimenticare alcuni che stanno passando un vero e proprio momento di involuzione come Bradaric e JP. Ad ognuno dunque la sua personale interpretazione della crisi della rosa.

Il risultato ci permette di mantere la distanza dalla zona rossissima occupata dal Bologna, però innegabilmente siamo impantanati nella lotta senza quartiere della salvezza. Bisognerà quindi ottenere risultati contro squadre toste come Sassuolo e Atalanta. Le avversarie non aspettano, e noi dobbiamo dimostrare la loro stessa fame.

Infine un caloroso saluto a Farias che, nonostante avesse la mente verso altri lidi, ci regala una delle migliori prestazioni salutandoci inoltre nel modo più bello: con un gol preziosissimo. Boa Sorte Diego!