Nuovo Stadio - Verso il futuro, con uno sguardo al passato

01.03.2018 15:03 di Luca Pes  articolo letto 1084 volte
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
Nuovo Stadio - Verso il futuro, con uno sguardo al passato

Il Cagliari Calcio, tra pochi anni, avrà una nuova, modernissima, casa. Ma nella sua lunga storia, il sodalizio rossoblu ha disputato le proprie gare casalinghe all'interno di diversi impianti sportivi situati in città e non solo.
Fondato il 30 maggio del 1920, il Cagliari esordì l'8 settembre allo Stallaggio Meloni, situato in Viale Trieste, battendo la Torres per 5-2. Due anni più tardi il medesimo campo fu dotato di spogliatoi e di una piccola tribuna, per consentire alla squadra la partecipazione al campionato cittadino. Oggi, dove sorgeva lo stadio, è collocata una targa commemorativa.
Lo stadio Comunale di Via Pola venne costruito in quattro anni e fu utilizzato dal 1928 al 1951, in un arco di tempo in cui la squadra militava tra la Serie B, la C e le serie minori. Al suo posto, attualmente, sorge la Mediateca del Mediterraneo.
L'impianto sportivo più amato dai tifosi è sicuramente lo stadio Amsicora, dedicato all'eroe Ampsicora, guida della rivolta dei sardi contro i romani nel 215 a.C. Tale impianto vide, nel 1964, la prima partecipazione del Cagliari al campionato di Serie A. Ma l'Amsicora è ricordato soprattutto per lo scudetto del 1969-70 e per le gesta del mito Gigi Riva e dei suoi indimenticati compagni.
Negli anni '60 partirono i lavori per la costruzione di una vera e propria arena, lo stadio Sant'Elia. Il progetto definitivo venne realizzato dall'ingegnere Giorgio Lombardi e prevedeva una capienza di 60.000 spettatori seduti, che potevano diventare 70.000 considerando gli spazi per i tifosi in piedi, allora consentiti. L'impianto costò complessivamente 1,9 miliardi di lire e venne inaugurato dai Campioni d'Italia nel settembre 1970. Il Cagliari tornò a giocare temporaneamente all'Amsicora nella stagione 1988-89, disputata in Serie C1. Si rese, infatti, necessario un profondo restyling del Sant'Elia in vista dei mondiali di calcio di Italia '90. Gli interventi più importanti riguardarono la copertura della tribuna centrale, l'installazione di seggiolini numerati che ridussero la capienza a circa 41.000 spettatori e l'installazione di quattro torri faro che, aggiungendosi alle quattro già presenti, potenziassero l'illuminazione per le partite in notturna.
Dopo il 2000, all'interno del Sant'Elia si manifestarono seri problemi strutturali. Durante la stagione 2001-02, ne fece le spese la Curva Sud, primo settore ad essere chiuso, i cui tifosi vennero dirottati nei Distinti. Dal settembre al dicembre 2003 il Cagliari fu costretto ad emigrare nel nord Sardegna e dovette momentaneamente trasferirsi allo stadio Nino Manconi di Tempio Pausania. Durante i mesi di esilio della squadra furono chiuse al pubblico le due curve e il settore distinti. Vennero installate delle tribune in acciaio, erette dentro il catino del Sant'Elia e posizionate sopra la pista di atletica ormai inutilizzata. Nonostante questi interventi, col passare degli anni e il deteriorarsi delle strutture, nel 2012 si arrivò alla dichiarazione di inagibilità dell'impianto. Il Cagliari emigrò nel nord Italia, allo stadio Nereo Rocco di Trieste, per terminare il proprio campionato.
Viste le condizioni del Sant'Elia, il Cagliari Calcio decise di trasferirsi allo stadio Is Arenas di Quartu Sant'Elena, precedentemente utilizzato solo da squadre dilettantistiche. L'impianto fu rivoluzionato in pochi mesi. Vennero erette tribune supplementari utilizzando i componenti già in uso al Sant'Elia. A completare gli spalti i “formaggini” di raccordo tra curve e distinti e la realizzazione ex novo della main stand, per una capienza totale di 16.500 posti. Nonostante l'accordo triennale col comune quartese, lo stadio non riuscì ad ottenere la piena agibilità. Parecchie partite si disputarono a capienza ridotta o, addirittura, a porte chiuse. Si decise così di tornare, provvisoriamente, in quel di Trieste, per concludere il torneo 2012-13.
Nella stagione seguente, dopo vari problemi di natura burocratica e giudiziaria, la società sceglie di far ritorno al Sant'Elia. Lo stadio cagliaritano viene ristrutturato parzialmente e messo in sicurezza per consentirne l'agibilità. Le tribune provvisorie sono le stesse utilizzate all'Is Arenas.
Il Cagliari viene acquistato nel 2014 dall'attuale patron Giulini e la costruzione di uno stadio definitivo è, da subito, una delle priorità. Nel 2016 viene formalizzato il progetto definitivo per la costruzione di un nuovo stadio nella città di Cagliari. Un anno più tardi, il Sant'Elia viene dismesso e avviato alla demolizione. Nel 2017 l'area dei parcheggi del vecchio stadio diventa la sede del nuovo impianto provvisorio. Le tribune metalliche vengono traslate dall'interno del Sant'Elia allo spazio esterno, la main stand viene trasferita dallo stadio Is Arenas a Cagliari. Nasce così la Sardegna Arena, un impianto con 16.233 posti a sedere, che da questa stagione ospita le gare interne del Cagliari ed è la sede del museo del club.
Il resto è storia recente. Vengono presentate le tre proposte di progettazione per la realizzazione del nuovo stadio definitivo. Obiettivo: avere un nuovo stadio entro il 2021. Un grande passo verso il futuro, senza dimenticare un travagliato passato.