Perchè non osare?

30.09.2018 15:00 di Francesco Ortu  articolo letto 1815 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Perchè non osare?

Il Cagliari cade a San Siro, perdendo contro un’ Inter imbottita di riserve che non viene praticamente mai impensierita dagli uomini di Maran. Proprio l’allenatore trentino stupisce (non in positivo) non approfittando di questo ampio turnover avversario, stravolgendo la formazione. Una scelta difficilmente interpretabile.

Le novità in campo per i rossoblù sono dunque Andreolli in coppia con Klavan, Faragò nell’inedita posizione di terzino sinistro (quindi completa bocciatura per il croato Pajac), Dessena a completare il terzetto di centrocampo e Sau-Ionita a sostegno di Pavoletti. Il match ha un inizio completamente a tinte nerazzurre, con i padroni di casa che giocano ad una porta. Il Cagliari prova a tenere botta, ma la superiorità tecnica interista si fa sentire. Non passa infatti molto prima del vantaggio firmato Lautaro Martinez che stacca più in alto dei centrali sardi, raccogliando il cross di Dalbert dalla sinistra. Barella e soci abbozzano una reazione, ma dopo il centrocampo la manovra magicamente diventa impalpabile e inconsistente. Il secondo tempo segue lo spartito del primo, con la squadra di Spalletti che riprende l’arrembaggio. La difesa sarda regge e riparte, creando anche occasioni di pregievole fattura senza però mai destare particolare preoccupazione ad Handanovic. Infine l’Inter arrotonda allo scadere con Politano con una botta da fuori imprendibile per Cragno. Ai sardi non rimane altro che l’illusione del pareggio di Dessena, annullato per un nettissimo tocco di braccio.

Nonostante tutto il Cagliari non ha messo in campo una prestazione così pessima come può sembrare. Tuttavia perché si è deciso di non osare? Un’ Inter che già con le prime scelte non era sembrata irresistibile, con i titolari la si sarebbe dovuta affrontare al meglio quindi perchè schierare quindi un Cagliari B? Non si spiegano le scelte di Maran, ed è meglio evitare di riportare la memoria all’anno scorso quando Lopez operò la stessa scelta (con formazione e prestazione assolutamente più indecenti) per poter puntare ad una vittoria nella partita successiva (sempre Bologna). Decisioni che non solo sono e sono state controproducenti al fine del risultato, ma anche poco apprezzate dalla piazza. Considerando, infine, che contro un avversario completamente stravolto lo spettacolo, e il risultato, sarebbero potuti essere decisamente diversi. Una possibile grande occasione persa per mancanza di coraggio.

Arriva inoltre la terza sconfitta e, soprattutto, davanti il problema è sempre più preoccupante. Il Cagliari registra solamente 4 reti in 7 partite, una media veramente bassa. Sebbene le catene esterne e di centrocampo lavorino bene, i palloni spendibili per Pavoletti sono veramente pochi. Il livornese deve sobbarcarsi l’intero reparto, portandolo a svolgere compiti di sacrificio che diminuiscono la sua lucidità in zona gol. La squadra supererà questa impasse? Riuscirà a resistere sino alla finestra di mercato, prima che la situazione si possa compromettere?

Non ci sono più scuse, l’imperativo è tornare a vincere. Contro il Bologna si apre un bivio, un vero e proprio scontro diretto già determinante per la corsa salvezza. Non vincere contro un Bologna in crisi di risultati (nonostante la vittoria contro la Roma) e realizzativa (2 gol all’attivo) porterebbe anche un forte contraccolpo psicologico, accendendo la spia d’allarme di una crisi che appare più vicina di incontro in incontro.