Prendiamoci il "Decimo"

15.04.2019 20:10 di Francesco Ortu   Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Prendiamoci il "Decimo"

Altro punto, altro passo. Non solo per la salvezza ma anche verso il decimo posto. Il Cagliari esce infatti indenne nella battaglia tra gladiatori disputata contro il Torino, con Pavoletti che risponde a Zaza.

Con il forfait di Cacciatore e Srna ancora acciaccato è Padoin ad essere scelto per completare l’undici rossoblù. La partita si delinea subito fisica, con il direttore di gara che traccia subito l’andamento ammonendo dopo nemmeno due minuti sia Barella e Rincon. Le squadre confermano le loro caratteristiche: squadre quadrate che giocano forte e duro a centrocampo, senza risparmiarsi colpi. Oltre ai cartellini però fioccano anche le occasioni, con Ionita che prende la traversa da una parte e Ansaldi che giganteggia dall’altra, con un super Cragno sempre a metterci una pezza. La prima frazione termina a reti inviolate, ma le emozioni si riversano tutte nella seconda parte. I padroni di casa passano in vantaggio con Zaza che ritrova la via del gol (Cagliari sua preda preferita). Ma il nervosismo si fa sentire, dove l’autore del gol granata viene cacciato dopo essersi rivolto in modo poco pacato all’arbitro e allora Barella&co. approfittano subito della superiorità numerica: prima con Pavogol che giustizia Sirigu ancora di testa (dopo vari minuti di VAR) e Cerri e Birsa che vanno ad un passo dal raddoppio. Tuttavia il momento non dura molto: Pellegrini prima ristabilisce la parità numerica e poi Barella conclude lasciando i suoi compagni in nove. Ma ciò non impedisce di strappare un risultato importantissimo.

Siamo alla quadratura del cerchio. Maran ha trovato definitivamente il suo equilibrio, il suo gioco e le sue idee. Questa trasferta riconferma quello che abbiamo visto a Verona: una squadra cinica, tosta e quadrata che non si scompone trovando una squadra sulla carta molto più solida e arcigna, oltre che in forma. Solo un errore individuale porta allo svantaggio, mettendo in mostra una macchina veramente ben rodata e oleata che non crolla di fronte allo svantaggio e che, per una volta, viene pure aiutata dagli episodi. I singoli danno il loro apporto: dallo straripante Pellegrini che è una gioia per gli occhi sotto tutti i punti di vista, passando per un ormai sempre più importante Faragò come mezzala operaia, senza dimenticarsi il sempiverde Padoin. Da tenere in considerazione questo in ottica futura: confermare, puntellare e non smantellare. Il gruppo è forgiato, ha bisogno solo di qualche gemma per adornare.

L’obiettivo decimo posto dista solo a 3 punti, non una utopia o una chimera. Un obiettivo che è decisamente alla portata con un po’ di costanza e perseveranza. La salvezza deve essere completamente scordata perché, ormai, l’obiettivo è ad un passo. Nonostante le assenze il Frosinone dovrebbe essere un obiettivo alla portata, soprattutto considerando il fattore casa. Al di là dei possibili scontri con risultati favorevoli non bisogna più guardarsi indietro o intorno, bisogna correre e correre. Le partite non sono favorevolissime (Roma, Napoli, Lazio) ma ormai questa squadra ha dimostrato di potersela giocare con tutte. Prendiamoci quello che ci spetta.