Quella doppia, incredibile rivoluzione

 di Christian Seu Twitter:   articolo letto 4815 volte
© foto di Daniele Liggi/TuttoCagliari.net
Quella doppia, incredibile rivoluzione

E' finita. Si è conclusa la stagione, è terminata (temporaneamente) l'esperienza del Cagliari in serie A. Ma, più in generale, si è conclusa un'epoca. In neppure dodici mesi il Cagliari ha vissuto almeno due stravolgimenti profondi, che ne hanno minato le certezze costruite nell'arco di un ventennio celliniano. Prima, lo storico passaggio di proprietà, al culmine di una primavera - quella del 2014 - caratterizzata da trattative vere, comparsate di personaggi più adatti alla trama di un cinepanettone che a essere accostati al nome di una gloriosa società calcistica, e dall'entusiasmo per l'arrivo di un guru della tattica come Zeman.

Ora, a un anno di distanza, la tremenda realtà della cadetteria. Campionato che il Cagliari affronterà senza Daniele Conti, che oggi ha salutato definitivamente la maglia numero 5 che ha indossato per undici anni (più due anni con la mitica 11 e un altro paio con la 10, poi ceduta a Zola), diventando il recordman di presenze in rossoblù. Saluta Conti e con lui probabilmente anche Cossu e Pisano, ultimi reduci della vecchia guardia. Sarà un repulisti, volenti o nolenti: c’è da costruire una squadra da bava alla bocca, di guerrieri, capace di schiumare rabbia e macinare gioco nell’inferno della serie B. Il ritorno sul palcoscenico del teatro più prestigioso non sarà scontato: Capozucca è dirigente esperto e capace, Giulini potrà spendere i quattrini che deriveranno dalla cessione (non i quaranta milioni di euro di cui si sente spesso parlare) dei gioielli di famiglia per contenere lo shock economico derivato dalla retrocessione e per costruire una squadra capace di lottare per le prime posizioni. Gli errori di quest’anno non sono ripetibili: errare è umano, perseverare…