Resistere al "Diavolo"

17.09.2018 15:00 di Francesco Ortu  articolo letto 1357 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Resistere al "Diavolo"

Si pensava che solo Gesù dopo i 40 giorni del deserto potesse opporsi al diavolo, ma il Cagliari replica l’impresa resistendo contro il Milan e portando a casa un preziosissimo, e meritato, pareggio. Inoltre il pubblico riabbraccia nel migliore dei modi il rientrante Joao Pedro.

Mister Maran, con mossa da giocatore di poker, rischia inserendo il brasiliano dal primo minuto ma, in questo caso, la mano è decisamente buona e lo ripaga per la fiducia datagli.

Il Cagliari parte inferocito, chiude tutte le linee di passaggio, pressa alto il Milan sino a Donnarumma (portandolo spesso ad errori grossolani e rischiosi) ma soprattutto riparte bene. Pochi tocchi per arrivare in porta e bucare la difesa rossonera. E’ proprio da queste ripartenze che i rossoblù timbrano il cartellino: Srna serve lungo fascia Pavoletti che, decentrato ma comunque da posizione ottima, batte a rete prendendo tuttavia il legno sulla cui ribattuta Joao Pedro ciabatta e vede, come nelle migliori favole (vedasi Melchiorri), la palla inbucarsi per festeggiare la fine del suo calvario. Ma non è finita qui. Barella, anche oggi protagonista, scheggia il palo con un fendente da fuori mancando di un soffio il raddoppio.

Il Cagliari annichilisce il Milan nel primo tempo. Nella ripresa i rossoblù calano dopo lo sforzo della prima frazione e così la squadra di Gattuso ha l'occasione di venire qui. Maran corre ai ripari con l'inserimento di Ionita per incrementare densità a centrocampo ma dopo poco arriva il pareggio. Padoin “regala” palla a Kessie che serve perfettamente Higuan che salta a Cragno e firma l'1-1. Il resto della partita vede i padroni di casa resistere all’arrembaggio sino al fischio finale. Un risultato che ad alcuni tifosi sembra stare stretto, ma considerando avversario e condizione dei giocatori acquisisce ancora più qualità.

Parliamo anche di un vero diamante che ieri si è sgrezzato definitivamente di fronte a tutti, di chi si tratta? Ovviamente di Barella, ieri tra l'altro con la fascia al braccio. Fa tutto, e lo fa bene. Corre, dribbla, recupera, imposta e per poco non realizza un eurogol. Inoltre porta Kessie a cambiare zona per poter impostare l'azione. Dimostra di essere veramente completo, sia giocando nella sua naturale posizione di mezzala sia quando deve sostituire in regia Bradaric “retrocesso” come centrale difensivo nei momenti di difficoltà. Serve seriamente qualcos’altro per testimoniare il suo valore e la sua completezza? Anche se l’unica domanda vera dovrebbe essere cosa Mancini vede in Gagliardini piuttosto che in lui. E’ visibilmente pronto per spiccare il volo e riceve l’ennesima, non certamente banale, investitura da un certo Andrea Pirlo.

Concludiamo, con allegoria “religiosa”, su un nuovo credo che si sta diffondendo: il Maranismo. Qualcuno è ancora scettico? Il Cagliari, gioca a calcio (è inutile dire che dopo gli ultimi anni non era una cosa scontata). Magari non sarà bellissimo, però carica molto, la voglia trasmessa e la cattiveria sono impagabili al di là del calcio champagne. Dopotutto “vogliamo 11 leoni” non è solo uno slogan o un coro. Appuntamento alla prossima giornata dove, al Tardini contro il Parma, è imperativo cercare il salto di qualità definitivo.