Sfortunato e sconfitto ma bellissimo

04.11.2018 19:00 di Francesco Ortu  articolo letto 1348 volte
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Sfortunato e sconfitto ma bellissimo

Il Cagliari crolla all’Allianz Stadium e viene sconfitto dalla Juventus per 3-1. Il risultato è però bugiardo se paragonato alla prestazione, la quale ha visto una squadra matura, coraggiosa e capace di raccogliere la sfida a viso aperto.

Maran sceglie gli stessi undici “gladiatori” del Chievo, con Pisacane che vince ancora il ballottaggio contro l’ex di turno Romagna nel ruolo di compagno di reparto di Ceppitelli. L’avvio è degno di un film di Hitchcock: dopo soli 40 secondi infatti la Juve passa in vantaggio: un pallone recuperato in area rossoblù viene servito a Dybala che sterza mandando a vuoto il duo difensivo cagliaritano e, scivolando, fa partire un colpo da biliardo insaccando nell’angolo basso destro e beffando Cragno. Solitamente ci siamo abituati ad un contraccolpo, e conseguente, crollo psicologico della squadra. La musica a quanto pare è cambiata perché i sardi, al contrario, non solo non mutano l’atteggiamento ma prendono coraggio crescendo con i minuti e diventando, sul piano del gioco, addirittura sfacciati. Il pareggio non arriva per un soffio poco dopo quando Srna lascia partire un traversone in area e Pavoletti va a botta sicura, trovando però uno Szczesny miracoloso e miracolato. Barella&co. Continuano a costruire, controllare e attaccare mantenendo supremazia di gioco nell’area della squadra di casa. Non una cosa da poco. Il pareggio alla fine arriva, con JP che riceve la sfera all’interno dell’area, si crea spazio e tira facendo passare il pallone chirurgicamente fra le gambe del marcatore e gonfia la rete. Tuttavia è solo temporaneo: Bradaric tocca una palla vagante all’interno dell’area e la spedisce nella propria porta, facendo sparire l’euforia. Il croato è in giornata no, rischiando l’espulsione e il rigore pochi minuti dopo per un tocco di braccio ma venendo graziato da Mariani con il Var, vero protagonista ieri con le consultazioni anche per il primo gol ed un tocco involontario in area di Benatia. Il secondo tempo ha un inizio più compassato, con i torinesi che riprendono a condurre il match e la supremazia territoriale. Tuttavia gli uomini di Maran crescono di nuovo e si buttano alla ricerca dell’insperato pareggio. E per poco non lo raggiungono con Pavoletti che sfuma un assist ricevuto da Sau centrando il difensore avversario. Ma come si suol dire “gol sbagliato, gol subito”: Srna esagera in avanti, perde palla ed allora capovolgimento di fronte CR7-Cuadrado, con il colombiano che può tranquillamente imbucare solo davanti all’estremo difensore.

Mettendo da parte il risultato la prestazione ci testimonia l’ennesimo balzo in avanti. Non non si arretra  e non ci si lascia abbattere dall’avvio thriller. Affronta però l’handicap di partenza con personalità, gioco e qualità. Il palleggio si vede e funziona, la pressione abbinata alla tanta corsa (squadra che corre di più dopotutto) sono una continua spina nel fianco. Sino a qualche mese fa avremmo pagato oro per vedere una partita così, giocata con carattere e a viso duro e aperto contro una squadra qualitativamente assolutamente superiore e, diciamola tutta, ai limiti dell’illegale. Siamo stati accontentati a quanto pare, e ci troviamo davanti ad uno dei più bei Cagliari degli ultimi anni.

L’assolo, si può ben notare, è stato di gruppo con tutti i reparti che hanno funzionato e lavorato al meglio. Difatti gli errori da cui provengono i gol sono stati per lo più errori individuali, che però non macchiano di certo la prestazione. Bradaric, pur non giocando male, è in giornata no. L’autogol degno del Niccolai degli anni d’oro e la quasi espulsione lo abbattono psicologicamente ma non è di certo possibile crocifiggerlo per la prima giornata storta, soprattutto la prima della classe. Decisamente più colpevole la coppia difensiva Pisacane-Ceppitelli sul primo gol, dove vanno completamente a farfalle. Certo, la bravura di Dybala è innegabile, ma la marcatura è completamente sballata e non puoi concedere una giocata così. L’ultimo è l’errore di Srna che apre la strada alla terza marcatura: il terzino tenta di dare il tutto per tutto in una gara in ogni caso chiusa e la ricerca del risultato utile era tutto sommato lecita, errore che in tale contesto diventa quasi comprensibile.

Il salto di qualità dunque si conferma avvenuto. Ora è necessario che si proietti pure in classifica oltre che in campo: Spal, Frosinone e Torino sono sulla carta partite abbordabili per avanzare in classifica e saranno gli aghi sulla bilancia per capire se si potrà sognare o no. Una squadra così bella merita un cammino all’altezza e aspettative adeguate.