Si può ancora salvare qualcosa o ci son solo macerie?

Il punto dopo Empoli-Cagliari
 di Giancarlo Cornacchia Twitter:   articolo letto 3123 volte
Si può ancora salvare qualcosa o ci son solo macerie?

Diciamoci la verità: nessuno, neanche i più inguaribili pessimisti, avrebbero mai immaginato che il Cagliari allestito in estate con i vari Alves, Isla, Padoin, Borriello si sarebbe trovato in una situazione del genere già a dicembre. Dopo diciassette giornate i rossoblu viaggiano a venti punti (l'unico dato positivo certo), ma è altrettanto vero che qualcosa non gira come dovrebbe, qualche ingranaggio non svolge appropriatamente il suo ruolo, rischiando così di mandare in avaria l'intero sistema. Ieri al Castellani la triste e dolorosa conferma.

Nella sfida tra l'attacco più sterile del campionato e la difesa più perforata ha clamorosamente avuto ragione l'attacco dell'Empoli. La squadra di Martusciello, che pur ha preferito rinunciare alla coppia d'attacco titolare Maccarone-Pucciarelli, non andava in goal da ben 260 minuti, mentre colui che ha realizzato la doppietta decisiva, Leman Mchelidze di professione attaccante, non vedeva la rete da oltre un anno e mezzo. Ebbene, ieri ha impiegato solo 7 minuti per trovare il goal, ed il Cagliari invece di imbastire una decisa reazione si è limitato ad un timido possesso palla che di rado ha portato pericoli ai padroni di casa, tant'è vero che l'unica seria parata di Skorupski è stata sul penalty malamente calciato dal rientrante Joao Pedro.

Anche l'Empoli, squadra umile e composta discreti elementi, ha approfittato del "prego, si accomodi" servito dai rossoblu che con il passare delle giornate stanno assistendo impotenti alla demolizione di ciò che era stato costruito, in primis un gruppo che sembrava forte e coeso ed aveva portato a prestazioni importanti e ai venti punti in cascina. Oramai pure la piazza si è definitivamente arresa all'evidenza, chiede con insistenza la testa di Rastelli e di qualche giocatore dall'atteggiamento eccessivamente superficiale, e stavolta pare abbia solleticato gli orecchi della società.

Tommaso Giulini, visibilmente e giustamente contrariato dopo la pessima prestazione di ieri, ha ordinato il ritiro immediato della squadra al fine di preparare l'ultima gara del 2016 contro il Sassuolo che sarà pure l'ultima chiamata per il tecnico di Torre del Greco. E come accade dopo un viooento terremoto Massimo Rastelli stavolta ha pochissimo tempo per cercare anche un solo segnale di vita sotto le tante macerie.