Serie D - La cavalcata della Torres, nuovo alfiere del calcio sardo nel continente

29.04.2013 10:59 di Fabio Frongia  articolo letto 3486 volte
Nuvoli della Torres
Nuvoli della Torres

La grandinata di gol in quel di Nola ha sancito il salto in Seconda divisione della Torres, di nuovo tra i professionisti dopo cinque anni di inferi cominciati in Promozione, proseguiti in Eccellenza e terminati con la cavalcata di questa stagione. Partita lontano dai riflettori, dedicati alle corazzate campane che lentamente si sono sgretolate di fronte al ruolino di marcia impressionante della squadra di Bacci.

Sostanzialmente imbattibile (appena due sconfitte, entrambe nella prima parte di stagione), la Torres ha costruito la sua promozione in inverno, quando sei vittorie consecutive le hanno permesso di issarsi in vetta. Prima la Sarnese, dominatrice del girone d'andata, poi Casertana e Turris (brava a risalire la china da marzo in poi), si sono arrese, e se non ci fossero state distrazioni e pareggi in serie il campionato sarebbe finito molto prima. 

Una squadra compatta, quella sassarese, priva di stelle o bomber principe, capace di trovare le risorse necessarie con turnazione quasi scientifica. E' così che il gol vittoria di Torre del Greco, ultimo prestigioso tassello, è arrivato dal difensore Idda, e durante l'anno le reti sono state distribuite, evitando la dipendenza da un Meloni comunque stratosferico nel momento d'oro sopra citato.

Mix di esperienza (capitan De Carlo, ma anche Angheleddu, Nuvoli) e freschezza (Meloni, Carboni, Pulina), la Torres è stata capace di non abbattersi nemmeno quando, arrivata a +7, si è vista avvicinare in modo pericoloso prima da Casertana e Turris. Due scontri diretti consecutivi sembravano preludio al crollo e all'abbandono delle velleità, invece la resistenza rossoblù ha avuto successo nella gara casalinga contro la Casertana (padrona del campo al "Vanni Sanna" ma incapace di fare gol), e il carisma ha permesso di violare l'infuocato campo della Turris.

La Torres torna così tra i professionisti e, dopo aver dato la caccia (per tutto il mese di maggio) allo scudetto di Serie D, rinforzerà la rappresentanza nazionale di un calcio sardo attaccato con le unghie ai massimi livelli.