Alla scoperta di Sebastian Eriksson, campione nel calcio e nel...bandy

26.08.2011 17:35 di Matteo Sechi  articolo letto 6585 volte
© foto di Marco Rossi
Alla scoperta di Sebastian Eriksson, campione nel calcio e nel...bandy

Finalmente, verrebbe da dire. Dopo quasi un mese di corteggiamento e di criptiche dichiarazioni (pochissime, in quanto sia il Cagliari che il Goteborg - nella persona di Hakan Mild - hanno per molti giorni mantenuto il massimo riserbo, rifiutando di concedere dettagliate notizie) Sebastian Eriksson è ufficialmente un nuovo giocatore del Cagliari. Un trasferimento che sembrava già in dirittura d’arrivo lo scorso 15 agosto quando i beninformati davano per chiuso l’affare. La scure della sfortuna, però, quel giorno, aveva scelto di abbattersi proprio su Sebastian, che, durante il match di prima divisione svedese contro l’Elfsborf, andò a rompere i legamenti del ginocchio sinistro, tra gli infortuni, certamente uno dei più brutti che possano colpire un calciatore. Salta tutto, sarà stato il suo primo pensiero. Le porte dell’inferno che si aprono, dopo aver intravisto per pochi secondi le luci del paradiso. E invece no. Il giorno dopo Cellino, inaspettatamente, spendeva parole importanti per la giovane mezzala: “Penso che lo prenderemo lo stesso. Preferisco uno che ha voglia di venire a Cagliari, anche se infortunato, piuttosto che uno che non ha l'entusiasmo giusto per venire qui”. Detto fatto, quindi. Le società hanno ridiscusso i termini dell’accordo e hanno trovato una nuova intesa: prestito con diritto di riscatto fissato a 1,6 milioni di euro ai quali potrebbero aggiungersene altri 500 mila euro in relazione al numero di partite che Eriksson disputerà nel 2012 e nel 2013. Nonostante potrà essere disponibile non prima del marzo 2012, la coerenza e il rischio corso dal Massimo Presidente la dicono lunga sulla fiducia riposta in questa giovane promessa che, dopo l’operazione prevista per l’8 settembre, verrà seguito nella riabilitazione dallo staff medico rossoblù.

E’ giunto perciò il momento di tracciare un breve identikit dell’ultima scommessa della società rossoblù, quest’anno, come mai, particolarmente attiva e attenta al mercato e ai giocatori svedesi, tanto da costituire una mini colonia gialloblù in seno alla proprio rosa, con l’adottato El Kabir e con Albin Ekdal, coetaneo dell'ultimo arrivato. Soprannominato da tutti Sebb o Sebban, Eriksson nasce il 31 gennaio 1989 a Brålanda, un piccolo e sperduto villaggio del Sudest della Svezia, lontano da tutte le più importanti città. Inizia la sua carriera nell’Åsebro IF, club militante in quarta divisione, ma già nel 2006 viene adocchiato dalle principali società professionistiche. A spuntarla è l’IFK Göteborg, uno dei club più gloriosi del Paese. Sebb viene subito integrato nelle giovanili dove inizialmente viene impiegato come terzino sinistro e nel 2008, a soli 19 anni esordisce in prima squadra, divenendo nel giro di poche settimane un elemento imprescindibile per il centrocampo biancoblù. A partire dal 2009, nonostante la giovane età, indossa in più occasioni la fascia di capitano e partita dopo partita dimostra tutto il proprio valore, tanto da essere riconosciuto da tutti come il miglior giocatore del Göteborg, società con la quale ha totalizzato 132 presenze e 9 gol.

Duttilità, imprevedibilità e un’ottima velocità nelle incursioni palla al piede sono il suo marchio di fabbrica. Eriksson, aiutato anche da un fisico imponente e asciutto (185cm per 73 kg), è capace di svolgere con efficacia entrambe le fasi di gioco: un asfissiante marcatore nei momenti di non possesso (qualità che gli è costata svariati cartellini gialli nella sua sinora breve carriera) e un ottimo suggeritore in fase offensiva. “Sebastian è un giocatore con un imprevedibile modo di giocare. E’ quasi impossibile sapere cosa farà quando ha la palla tra i piedi. Abbina perfettamente quantità e qualità e non disdegna di cercare la conclusione e gli inserimenti quando si presenta l’opportunità. Penso che vivrete dei bei momenti quando potrà duettare con El Kabir”, è il ritratto fatto da Andreas Jemn di Kristianstadsbladet. Considerato dagli esperti il faro futuro del centrocampo della nazionale svedese, Eriksson ha già esordito con la nazionale maggiore e vanta ad oggi 5 gettoni.

Fuori dal campo Sebb è il tipico semplice ragazzo, ancora lontano dai clamori e dal denaro che offrono i principali campionati europei. Sogna di viaggiare negli Stati Uniti, Bruce Springsteen è il suo cantautore preferito, ma non disdegna Bono e Rihanna. Al cinema per Gerard Butler e Megan Fox, mentre la Tv esiste solo per “Due uomini e mezzo”. Come ogni calciatore che si rispetti, non può mancare il gesto scaramantico prima di scendere in campo: il parastinco sinistro rigorosamente dopo quello destro.
Non solo il calcio nella sua vita. C’è un altro sport, infatti, in cui Eriksson primeggia. Diversi anni fa, prima di optare definitivamente per la carriera calcistica, è stato un ottimo giocatore di bandy, sport praticato principalmente in Svezia, Norvegia, Finlandia e Russia e considerato l’antesignano dell’hockey su ghiaccio. Ma dopo aver raggiunto i vertici nel proprio Paese e aver conquistato la stima e la fiducia di un club di Serie A, può dirsi ormai sicuro di aver fatto la scelta giusta. E la voglia di tornare a giocare, siamo certi, influirà non poco sui tempi di recupero. Benvenuto a Cagliari Sebastian.