Borriello: "Giulini non voleva che segnassi"

31.07.2018 10:44 di Federico Paparusso  articolo letto 2760 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Borriello: "Giulini non voleva che segnassi"

L'ex rossoblù Marco Borriello, in una intervista a La Gazzetta dello Sport nell'edizione odierna ha parlato dei trascorsi a Cagliari: "Arrivai in Sardegna per merito di Capozucca, che con Braida è il mio secondo padrino calcistico. Firmai un contratto composto da un fisso e da un bonus da cinquantamila per ogni gol segnato. Pensai che il presidente non credeva in me, oppure che fosse un pazzo".

Quella stagione fu un successo per l'attaccante, con 16 reti segnate: "La gente sognava che, con la maglia rossoblu addosso, battessi il mio record personale di 19. Ero a quota sedici già a cinque giornate dalla fine, era fattibile. Ma nella partita contro il Pescara successe una cosa che non mi sarei mai aspettato. Calcio di rigore per noi, prendo il pallone in mano ma Rastelli mi chiama dalla panchina. "Deve battere Joao Pedro", mi dice. Non me l'aspettavo, fu un brutto gesto. L'allenatore era al centro delle critiche dei tifosi e non aveva un buon rapporto con tanti calciatori. Io, invece, l'avevo sempre difeso".

A fine partita una notizia che non ti aspetti. Capozucca mostrò a Borriello un sms del presidente Giulini: "C'era scritto che a fine primo tempo dovevo uscire dal campo, al fine di evitare che segnassi ancora. Il ds mi disse anche che gli era stato comunicato che non sarebbe stato confermato, e da lì cominciarono le mie incertezze. Joao Pedroche a Sassuolo mi dice "stai zitto e corri", il crack nello spogliatoio con tutti i brasiliani e il rapporto con il presidente che ormai andava scemando: sì, dovevo proprio andar via", spiega l'attaccante".