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Nanni Boi: "Ragatzu ha smesso di giocare per colpa del Cagliari"

13.09.2012 15:55 di Roberto Rubiu  articolo letto 19508 volte
Fonte: nanniboi.com
© foto di Emanuela Craba
Nanni Boi: "Ragatzu ha smesso di giocare per colpa del Cagliari"

Di Daniele Ragatzu si erano perse le tracce già dall'inizio dell'estate, quando il suo trasferimento al Lumezzane di Gianluca Festa era inspiegabilmente sfumato. Incomprensioni col tecnico, sussurono i maligni. Ma sta di fatto che l'ex gioiellino della cantera rossoblu, nonostante voci di interessamento più o meno veritiere da parte di società di Serie B e Lega Pro, da Cagliari non si è più mosso, e ora non figura più nè nei quadri della prima squadra, nè tantomeno in quelli della formazione primavera allenata da Diego Lopez.

Della vicenda Ragatzu si è occupato sul suo blog personale il giornalista e scrittore Nanni Boi:

Il Cagliari deve provare un gusto sadico nel frustrare le speranze dei suoi giovani. … E tu tira si era già occupato dell’incredibile storia di Marco Mancosu, la mezza punta del 1988 che aveva debuttato in serie A segnando un gol all’Ascoli e che nonostante due stagioni ad alti livelli col Siracusa, adesso che ha 24 anni è stato costretto a rimanere in C1 col Benevento, perdendo non uno ma due treni consecutivi per fare carriera ad alti livelli. Abbiamo poi visto come il non più giovanissimo Cocco sia stato pressochè regalato all’Albinoleffe nonostante i 12 gol della passata stagione in B e come l’Albinoleffe abbia monetizzato il gentile cadeau cedendolo al Verona in B in cambio di un bel gruzzolo.

Ma l’ultima storia di questi giorni ha davvero dell’incredibile. Daniele Ragatzu, ben più che una semplice speranza, con 21 anni ancora da compiere (li farà fra nove giorni) ha smesso di giocare!

Federalmente è rimasto nel Cagliari dopo aver rifiutato il passaggio al Lumezzane in C1 (squadra allenata dall’ex rossoblù Festa in cui militano alcuni giocatori rossoblù ceduti in prestito quali il portiere Vigorito, il difensore Dametto e il centrocampista Giorico). In realtà il Cagliari per punizione gli impedisce di allenarsi sia con la prima squadra che con la Primavera, ragion per cui il giocatore è attualmente fermo. Di certo Ragatzu non deve avere un agente che lo segue nella dovuta misura, perché in questi casi si fa in fretta a chiedere agli organi preposti della Figc la reintegrazione nei ranghi, ovvero la rescissione del contratto per essere liberi di trovare immediatamente un’altra squadra.

Per chi non lo ricordasse stiamo parlando di un attaccante del 1991 che debuttò in prima squadra a soli 16 anni, in una partita di Coppa Italia con la Samp; che a 17 ha esordito in serie A contro il Torino e segnato il primo gol con la Fiorentina. Che a soli 18 anni ha segnato contro Milan e Bologna e che a 19 si è ripetuto ancora col Bologna. L’anno scorso è stato mandato in B al Gubbio dove ha giocato 28 volte (1 gol), nonostante la scelta scellerata di cederlo alla squadra che aveva la rosa più ampia del campionato cadetto in fatto di attaccanti (tra la prima e la seconda parte del torneo ne sono stati schierati ben 9). Ragatzu è diventato di fatto un ex giocatore avendo già sommato 60 presenze tra A e B a 20 anni e 21 presenze con 8 gol nelle nazionali under 16 e 17. Il Cagliari che è così bravo ad aspettare 5 anni Larrivey, ha già perso la pazienza con un giovane che era diventato il vanto del suo vivaio. Purtroppo quello che la società non vuol capire è che ha un settore giovanile che funziona, ma non sa o non vuole sfruttarlo. L’età che va dai 19 ai 23 anni è quella più difficile per affermarsi, perché spesso non si ha la maturità e la consapevolezza nei propri mezzi. Il Cagliari immancabilmente riesce sempre a bruciare i suoi giovani perché li manda in giro e poi li molla al loro destino. O forse credeva che nel Gubbio (squadra peraltro scarsa e retrocessa) Ragatzu avrebbe dovuto segnare 15-20 gol? Questo modo di agire è dilettantismo bello e buono. Per fortuna che ogni anno importiamo dall’estero un Pearlta, un Penalba, un Semedo, un Rui Sampaio, un El Kabir, un Ceppelini… Complimenti vivissimi.


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