Padoin: “Indossare questa maglia ha un grande significato”

22.11.2018 21:47 di Federico Paparusso  articolo letto 1014 volte
Fonte: CagliariCalcio
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Padoin: “Indossare questa maglia ha un grande significato”

Il centrocampista del Cagliari, Simone Padoin, è stato ospite della trasmissione “Il Cagliari in diretta” su Radiolina. L’ex Juve ha parlato a tutto campo della sua esperienza in Sardegna: “Indossare la maglia del Cagliari ha un grande significato. Si sente che è una maglia pesante, importante per tutto un popolo. Maran? Ci ha fatto subito capire il suo credo calcistico. La sua fama lo aveva preceduto, ma si può dire che è stato una lieta sorpresa: è una persona diretta, con noi parla tanto, scherza. Inoltre, è seguito da uno staff capace formato da professionisti di grandissimo livello che lavorano in totale sinergia".

Su Barella e Pavoletti: “Nicolò negli ultimi due anni e mezzo ha avuto una crescita continua e mi ha sorpreso. Si vedeva subito comunque che avrebbe avuto un grande futuro, per me oggi è tra i primi due-tre migliori centrocampisti italiani. Pavoletti l'anno scorso ha fatto molti gol ma in questa stagione basta lanciargli la palla, fa la lotta con i difensori, sa tenerla: ci sta dando una grossa mano".

Sul pubblico: "Ho sempre sentito il loro calore, sono stato accolto benissimo, poi sapevo che stava a me dimostrare qualcosa per poter entrare nel loro cuore. I tifosi apprezzano quando vedono che stai dando tutto te stesso, mettendoci grinta e determinazione. Sono regole di comportamento valide nella vita di tutti i giorni e che cerco di trasmettere anche ai miei figli". 

Lunedì alla Sardegna Arena arriva il Torino: "La classifica è corta, con una vittoria sui granata ci avvicineremmo a posizioni di classifica interessanti, fermo restando che il campionato è lunghissimo e possono cambiare tante cose. Affrontiamo una squadra che finora non ha avuto molta continuità di rendimento ma che dispone di tanti giocatori di qualità. Questa partita è uno step per dirci a che punto siamo: ci siamo allenati bene durante questa sosta, ricaricando le pile per prepararci alla maratona di otto partite, Coppa compresa, che ci aspetta da qui alla fine dell'anno". 

Futuro da allenatore?"A fine carriera mi piacerebbe diventare allenatore, partendo magari dai ragazzi, chissà, potrei anche specializzarmi come tecnico delle giovanili. La cosa più importante è entrare in sintonia con i propri giocatori, il resto viene da sé".