Cagliari camaleontico: il 4-3-3 è una valida alternativa?

 di Pietro Piga  articolo letto 2848 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Cagliari camaleontico: il 4-3-3 è una valida alternativa?

Il Cagliari si mangia le mani per aver perso, a pochi minuti dal gong, un punto prezioso sul campo del Milan. I rossoblu, che domenica sera non avevano demeritato lo 0-0 momentaneo, sono stati colpiti da Carlos Bacca, lesto nell’approfittare dell’unica disattenzione importante del reparto arretrato nell’arco di tutto l’incontro. Da Milano, quindi, Massimo Rastelli e i suoi ragazzi rientrano in Sardegna con tanto rammarico, ma con un punto di partenza su cui lavorare e qualche certezza in più.

L’allenatore del Cagliari, che a San Siro non aveva a disposizione Ionita, Melchiorri e Padoin, ha deciso di cominciare il 2017 con un cambio di modulo: si è passati dal 4-3-1-2, un vero e proprio marchio di fabbrica, al 4-3-3. Lo schieramento non è una novità, visto che era stato scelto per affrontare la trasferta all’Olimpico contro il Torino, ma era stato accantonato poco dopo la metà del primo tempo in seguito al doppio vantaggio granata nel giro di 10’. Un esperimento, quello testato il 5 novembre 2016, andato in fumo. In quell’occasione, il Cagliari commise un doppio errore: il primo, legato alla posizione di Valdifiori, playmaker davanti alla difesa, libero di giostrare a proprio piacimento la sfera e imbeccare, senza troppa difficoltà, gli attaccanti; il secondo, invece, fu quello di lasciare delle praterie sugli esterni ai velocisti del Torino (Iago Falque e Ljajic inizialmente, poi in corso d’opera Martinez), che perforavano la retroguardia rossoblu con estrema facilità.

Sbagli che contro il Milan, seppur sia arrivata una sconfitta, non sono stati fatti. Massimo Rastelli, come confermato nella conferenza stampa nel cuore di San Siro a margine della sfida, ha schierato la squadra col 4-3-3 che, in fase di ripiegamento, si trasformava in un 4-5-1. Il gioco sugli esterni del Milan, la sua arma letale, con l’arretramento sulla linea dei centrocampisti di Isla e Farias, che davano una mano d’aiuto rispettivamente a Pisacane e a Capuano, è stato vanificato per gran parte della partita. Le corsie laterali, quindi, sono state tappate e gli spazi, come sottolineato da Montella nel post-gara, erano pochissimi.

La compattezza e la densità in mezzo al campo, data dalla fisicità e dalla potenza di Dessena mescolata alla qualità e alla fantasia di Di Gennaro e Barella, hanno protetto al meglio il pacchetto arretrato. Proprio lì dietro, giganteggiava Bruno Alves, che ha dato sostenuto anche Ceppitelli, dimostratosi all’altezza della situazione. Un po’ in affanno sul versante mancino, invece, Capuano, mentre Pisacane ha difeso e attaccato egregiamente. Le sortite offensive, poche a dire la verità, sono state concluse con dei tentativi della distanza. Poiché il lavoro di Sau si è incentrato sul recuperare e tenere palla, sacrificandosi tantissimo.

C’è, dunque, da abbozzare un sorriso. Il Cagliari ha evitato le figuracce passate lontane dal Sant’Elia, mentre Rastelli sembra aver trovato una valida alternativa al 4-3-1-2. Domenica, nel match delle 12.30 contro il Genoa, difficilmente Dessena e compagni saranno posizionati col 4-3-3, ma non è da escludere che in futuro l’allenatore possa rispolverare questo scacchiere.