Cagliari, svegliati dall’incubo trasferta

 di Pietro Piga  articolo letto 2188 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Cagliari, svegliati dall’incubo trasferta

Il Cagliari, grazie al giorno di riposo ordinato per martedì, ha ricaricato le pile ed è sceso in campo ieri, per una doppia seduta di allenamento, nel Centro Sportivo di Assemini. La prestazione contro la Juventus non ha portato punti in classifica, ma dei segnali positivi da parte di tutto il gruppo dai quali ripartire. Su questi ci lavora Massimo Rastelli, che studia nei minimi dettagli la Sampdoria, prossimo avversario domenica pomeriggio al Luigi Ferraris, con l’obiettivo di interrompere i risultati negativi lontani dal Sant’Elia.

NUMERI HORROR. Il tredicesimo posto in compagnia del Bologna e il distacco dalla zona retrocessione (+13), fanno dormire sogni tranquilli a Dessena e compagni. Ciò che preoccupa e fa storcere il naso, invece, sono i risultati in trasferta: una vittoria, un pareggio e dieci sconfitte. Solo quattro punti conquistati dei trentasei a disposizione, che collocano il Cagliari nella penultima casella della graduatoria relativa alle gare esterne. Solo il Crotone, con due punti all’attivo, ha fatto peggio.

MANCANO I GOL. All’attuale score, poi, va aggiunto il dato sulle reti fatte (7) e quelle subite (27). Il Cagliari, nelle ultime cinque gare in trasferta, è andato a segno solo una volta, il 4 dicembre contro il Pescara, incassando  anche un gol. Nei successivi impegni, invece, nessuna marcatura all’attivo e quattro reti al passivo.

RECORD NEGATIVO. Da quando la serie A è a venti squadre, dunque dalla stagione 2004/2005 (lo fu anche nel 1946/47 e dal 1948 al 1952, ma il Cagliari non vi partecipò), i rossoblu, nelle prime dodici partite disputate in trasferta, hanno fatto peggio solo una volta. Correva l’annata 2005/2006 e giunti alla ventiquattresima giornate, e toccate dunque le dodici gare esterne, il Cagliari era stato guidato da quattro allenatori: Attilio Tesser durò un turno, giusto il tempo di rimediare una sconfitta all’esordio a Siena; poi toccò a Daniele Arrigoni, che si sedette sulla panchina solo nella seconda giornata, bloccando sull’1-1 la Lazio. Ebbe vita più lunga, invece, Davide Ballardini, che allenò la squadra dal terzo all’undicesimo turno. Infine, nel trita allenatori di Massimo Cellino arrivò Nedo Sonetti che però, a differenza dei suoi predecessori, guidò il Cagliari fino al termine della stagione. In dodici match distanti dalla Sardegna nessuno riuscì a fare bottino pieno, solo due pareggi e, addirittura, dieci ko. Al termine del campionato, i rossoblu fecero registrare due successi, quattro “X” e tredici sconfitte.

LE CHANCE. La formazione di Rastelli, con l’assist del calendario, ha l’opportunità per riscattarsi. Infatti, i rossoblu saranno di scena domenica a Genova, sponda Sampdoria, e la settimana successiva all’Ezio Scida, nella tana del Crotone. L’incubo trasferta che perseguita il Cagliari dall’inizio della stagione, una volta per tutte, dev’essere interrotto.