Cellino: "Is Arenas sarà la casa definitiva del Cagliari, spero ci dia l'entusiasmo per tornare in Europa"

22.08.2012 15:00 di Fabio Frongia  articolo letto 7289 volte
© foto di Andrea Ninni/Image Sport
Cellino: "Is Arenas sarà la casa definitiva del Cagliari, spero ci dia l'entusiasmo per tornare in Europa"

Un po' di autocelebrazione, tanto orgoglio e sassolini tolti dalle scarpe. Massimo Cellino risponde alle domande dei tifosi del Cagliari, nonché lettori del sito ufficiale della società, nella rubrica “A tu per tu col presidente”. 20 domande che si concentrano sulla questione-stadio, con quello che Cellino chiama “ritorno a casa grazie a Quartu e ai quartesi”.

Si parte con una certezza: il 2 settembre, Cagliari-Atalanta si giocherà a Is Arenas, seppur con capienza limitata e un'atmosfera da lavori in corso. “Stiamo realizzando uno stadio in tre mesi, un tempo nel quale di solito si riesce al massimo a stendere un progetto. Speriamo che lo stadio di Is Arenas ci restituisca quell'entusiasmo che le ultime vicende (allusione alla celebre e infinita querelle sul nuovo stadio rossoblù ndr) hanno messo a rischio. Non so se torneremo in Europa grazie al calore del nuovo impianto, però con una carica nuova si potrebbero pianificare grandi obiettivi”.

Ufficializzata la partenza della campagna abbonamenti, Cellino ha voluto puntualizzare il perché di tanti problemi che hanno penalizzato i tifosi nel recente passato. Il rodaggio del nuovo impianto promette nuove “sofferenze” per i tifosi. "Abbiamo dovuto sospendere la vendita di biglietti per la gara con lo Spezia 48 ore prima per questioni organizzative. Per quanto riguarda la nuova stagione, e in particolare la prima partita con l'Atalanta, potremo fare entrare un numero molto limitato di persone, e privilegeremo i "fedelissimi", i vecchi abbonati, che però dovranno essere comprensivi a causa delle condizioni precarie (massimo due settori verranno aperti ndr) che troveranno dal punto di vista dell'assegnazione dei posti e qualche altro disagio".

“Premi” in vista per gli abbonati di lungo corso? "Mi prendo il rischio di rinnovare già da adesso i vecchi abbonamenti, e poi ci saranno delle agevolazioni come lo sconto del 20% sul nuovo abbonamento per i vecchi abbonati e la promozione che permette di sottoscrivere un abbonamento aggiuntivo a 10 euro per giovani e donne. Inoltre, ci sarà il rimborso per le partite giocate a Trieste e alle quali molti non hanno potuto assistere”.

L'obiettivo è quello di arrivare a pieno regime per la terza gara casalinga. Ma già contro la Roma potrebbe esserci un buon colpo d'occhio. "La totalità dello stadio non ci sarà sicuramente per il 2 Settembre, per la gara del 23 contro la Roma speriamo di avere tre tribune e quindi un 70% della capienza totale". 

Rottura con il Comune di Cagliari? “Ho sempre avuto Cagliari come squadra e non mi sono mai concesso al professionismo del calcio. Vedermi trattato così, costretto a dover elemosinare un posto dove fare giocare la mia squadra, mi mortifica. Pensavo di nascere come presidente del Cagliari e morire come tale. Abbiamo subito danni inimmaginabili, speso tanti soldi a Quartu, a Cagliari e a Elmas. Dobbiamo ringraziare la città di Quartu e la disponibilità di tutti i quartesi se il Cagliari è ancora nella sua terra, senza la quale il Cagliari non ha ragione di esistere”.

Poi la rivendicazione orgogliosa di quanto fatto nei vent'anni di presidenza. “In tanti anni abbiamo visto giocatori squalificati, società come l'Atalanta o il Siena penalizzate e invischiate in scandali relativi al calcioscommesse; il Cagliari, durante la mia gestione, non ha mai avuto problemi di questo tipo, e questo dovrebbe far riflettere tutte le persone che dicono bugie e gettano fango sul Cagliari Calcio e il sottoscritto”.

Ringraziamenti a Quartu, ma anche una stilettata all'amministrazione del sindaco Contini, che da qualche parte trova lamentele perché il Cagliari ha tolto l'impianto sportivo a diverse società sportive. "Quartu si è ritrovata un impianto gratis, che rimarrà negli anni e arricchirà la città, impoverendo Cagliari, i cui amministratori dovrebbero rispondere dei danni che hanno fatto al capoluogo".

Qualcuno chiede la predisposizione di mini abbonamenti per 3-4 partite, le prime da giocarsi a Is Arenas, in attesa che l'impianto sia a pieno regime. "Oggi gli introiti da abbonamento sono poco redditizi per le società. Vent'anni erano il 70% degli utili, oggi al massimo arriviamo al 10%, a Cagliari il 5%. Non è più una questione economica , ma una comodità per lo spettatore che avrà il proprio posto e il parcheggio, quando verranno realizzati. Oramai con la tecnologia avanzata che ti permette di prenotare telefonicamente il tuo biglietto, oppure acquistarlo online per evitare ogni perdita di tempo nelle biglietterie, viene meno il senso dei mini abbonamenti e della fidelizzazione in generale".

Che ne sarà dell'idea dello stadio a Elmas, prima idea di Cellino, che un giorno annunciò addirittura il completamento dei lavori prima di quelli dello Juventus Stadium. “Fare il nuovo stadio a Elmas era un sogno che è stato infranto. Avevamo speso tante risorse con un progetto interessante che ancora resta in sospeso a causa dei tempi della burocrazia italiana e dei poco professionali funzionari di Elmas; non è stato possibile fare lo stadio a Cagliari, e ora vedremo che ne sarà dell'area del S.Elia, quindi credo che il nuovo stadio del Cagliari debba essere considerato quello di Quartu, che ci sta costando molto più del previsto e costerà ancora di più per essere completato. Se staremo bene, e se ci porterà fortuna (ride ndr), penso che Quartu possa essere a tutti gli effetti la nuova sede definitiva delle partite casalinghe".

C'è anche chi fa notare che forse sarebbe meglio aspettare che lo stadio di Quartu sia pronto a tutti gli effetti, piuttosto che giocare in uno stato di precarietà. Cellino è categorico: “Preferisco giocare in uno stadio-cantiere ma che sia casalingo, siamo da troppo tempo lontani dalla nostra terra. A convincere i giocatori a restare a Cagliari è stata la promessa di non fare più le trasferte dell'anno scorso, quindi non voglio più rivivere i momenti dell'anno passato”.