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ESCLUSIVA TC - Aresti portiere goleador: "Che emozione segnare. Agazzi? E' il mio idolo''

03.02.2012 14:00 di Giampaolo Gaias  articolo letto 2612 volte
Photographer Claudio Arena
Photographer Claudio Arena

Non capita tutti i giorni, a un portiere, di fare gol. E' successo a Simone Aresti, estremo difensore del Savona ed ex portiere del Cagliari. TuttoCagliari.net ha sentito in esclusiva il portiere goleador per farsi raccontare le emozioni provate per il gol segnato e per parlare del Cagliari, squadra che lo ha visto crescere.

Ciao Simone. Partiamo subito dal clamoroso gol che hai segnato domenica. Cosa hai provato quando ti sei accorto di aver fatto gol direttamente su calcio di rinvio? Non capita tutti i giorni.
Incredibile, è stata una sensazione bellissima e una grande emozione. Avrei pensato tutto nella mia carriera da portiere, ma sicuramente non pensavo che un giorno avrei realizzato anche un gol.

Parliamo del tuo Savona: sei arrivato in Liguria richiesto da mister Corda che ti aveva avuto nella bella esperienza con l'Alghero. Però in biancoblù ci sono stati dei problemi societari e il Savona ha rischiato di fallire.
E' vero, abbiamo vissuto momenti molto difficili,ma ora le cose si stanno sistemando pian piano. Penso che stiamo disputando veramente una grande stagione: senza i punti di penalizzazione saremmo a ridosso dei play off, con una squadra costruita per raggiungere l'obiettivo salvezza.

Sei cresciuto nel Cagliari, dove hai fatto tutta la trafila nelle giovanili fino alla Primavera. Poi però, nonostante si parlasse molto bene di te, non hai mai avuto l'occasione tra i grandi. Ti sei mai chiesto il perchè?
Penso che per un portiere di 21-22 anni sia difficile ritagliarsi uno spazio importante o avere un'occasione in Serie A. Le pressioni, specie in un ruolo delicato come il nostro, sono tante e si tende ad affidare il ruolo a giocatori più esperti. Io probabilmente in quegli anni non ero ancora pronto per il grande salto.

Da portiere a portiere: che ne pensi di Michael Agazzi attuale titolare del Cagliari? Hai un portiere a cui ti ispiri?
Agazzi per me é un idolo e un punto di riferimento. Credo che sia, insieme a Buffon e Marchetti, uno dei migliori portieri italiani. Vedrete che presto entrerà anche lui nel giro della Nazionale. Mi ispiro e mi sono sempre ispirato a lui. (a conferma della stima verso il collega, Aresti ha l'immagine del portiere rossoblù come foto del profilo di un noto social network, ndr)

Torniamo al Cagliari. In questi anni si parla del progetto "stadio nuovo". Pensi che col il nuovo stadio il Cagliari possa finalmente fare quel salto di qualità che tutti i tifosi aspettano da anni?
Sicuramente. Penso che il nuovo stadio possa dare nuovi stimoli all'ambiente, alla città e sopratutto ai calciatori. Con lo stadio nuovo sarà più facile trattenere i pezzi pregiati che, insieme ai senatori del Cagliari, possono portare la squadra all'obiettivo Europa.

Dopo la grande stagione con l'Alghero, nonostante avessi fatto un super campionato, sei rimasto senza squadra, complice il fallimento dei giallorossi. Poi è arrivata la chiamata del Savona e ti sei riproposto nuovamente a grandi livelli, facendoti notare come uno dei migliori portieri del campionato. Pensi sia arrivato il momento di un'occasione in B o addirittura in serie A?
Per ora non ci penso , penso a salvare il Savona e poi si vedrà.

Qual è il sogno nel cassetto di Simone Aresti?
Il mio sogno nel cassetto è quello di vincere un campionato. Mi brucia ancora tanto non esserci riuscito ad Alghero, dopo essere stati in testa per tutta la stagione. Peccato.

E' un periodo di gioia, dopo alcuni momenti non facili che hai vissuto. Ti senti di ringraziare qualcuno?
Sì, due persone che mi sono state molto vicine quando ero senza squadra. Sono Gianni Falessi, che mi ha allenato nel mio periodo di inattività e Roberto Civitarese il mio mental coach. Se sono tornato in pista lo devo anche a loro.

 


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