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ESCLUSIVA TC - Tomasini: "Triste vedere il Cagliari a Trieste. Scopigno molto più che un secondo padre"

12.04.2012 18:05 di Federico Ventagliò  articolo letto 1388 volte

Gianni Brera lo defini "l'ingresso ufficiale della Sardegna in Italia". Quello Scudetto, il primo al Sud, è per i Sardi un autentico riscatto sociale. Anche Paolo VI, a Cagliari pochi giorni dopo, proprio a 1 Km dall'Amsicora, in quella che dal giornò diverrà Piazza dei Centomila alla Basilica di Bonaria, ebbe a complimentarsi per la portata di quell'impresa. Con mente lucida e franchezza cristallina, Beppe Tomasini rivive per TuttoCagliari.net quelle emozioni, malgrado un infortunio che gli costò le ultime gare e il Mondiale. Durante la sua assenza, venne arretrato Capitan Cera libero, con l'inserimento a centrocampo di Brugnera.

Beppe, su voi calciatori non abbiamo segreti. Dietro le quinte protagonisti altrettanto decisivi: Dottor Frongia,  Mario Manca, Domenico Duri.
Dottor Frongia sempre disponibile. Per ogni problema ci rivolgevamo a lui .Una sorta di nostro confessore. Per ogni sorta di problema: di natura fisica, morale, psicologica. Medico non solo del fisico. Sempre disposto al dialogo. Persona esemplare. Mario Manca viene ancora oggi a trovare noi che siamo rimasti a Cagliari. Duri un vero fratello maggiore, mai un no quando chiedevamo una cortesia. Peccato non ci sia più.

Due che ci hanno lasciato: Martiradonna e Zignoli.

Il primo ottimo difensore, ci accomunava lo spirito combattivo. Nella vita purtroppo non ha raccolto in pieno quanto meritava. Il secondo un altro grande, il Pretino, eccezionale, taciturno e simpatico allo stesso tempo.

La doppia sfida contro l'Atletico Madrid.

Peccato, perchè li avevamo già battuti in casa. Grande rammarico per la traversa di Gigi sul 2-1. Poi si infortunò in Nazionale prima del ritorno. Forse eravamo lo stesso all'altezza di batterli, ma era lui il riferimento, la squadra era confezionata su misura per lui, un po' come Ibrahimovic oggi al Milan. Sono certo che con lui i quarti non sarebbero sfuggiti.

Un Cagliari più forte anche di Concetto Lo Bello.

Qui voglio sfatare alcuni luoghi luoghi comuni. In lui emergevano i tratti tipici dei meridionali, in cui anche io mi identifico, perchè mia madre è pugliese. Rimane vero però che non disdegnava il protagonismo, come a Torino contro la Juventus. Lo preferisco agli arbiti di adesso, certamente capiva di calcio. Non si ergeva a paladino, ma parlava coi giocatori. Un arbitro inglese che arbitrava in Italia.


Che tristezza il Sant'Elia oggi. Se pensiamo al tuo Amsicora, la nostalgia aumenta.

L'Amsicora il nostro 12' uomo, all'inglese, senza pista. Ci ha dato una spinta micidiale. Il Sant'Elia mi mette malinconia a vederlo cosi. Non do le colpe a una parte unica, son di tutti, politici e società. Triste vedere il Cagliari dover emigrare. Importante trovare un accordo, per tutti: squadra, città e tifosi.

Il ginocchio malconcio ti ha strappato il Mondiale in Messico.

Non ci sono dubbi che sarei andato. A gennaio Valcareggi mi disse che la coppia centrale eravamo io e Niccolai. La vita ti dà e ti toglie. Mi ha negato il Mondiale dopo essere a un passo. Ma ho lo stesso ricevuto tanto, a partire dal fatto stesso di stabilirmi in Sardegna.

11 gol subiti nel '70: il record è anche tuo.

Il mio conteggio personale è 20 presenze subendo 5 gol. Attaccanti tosti da affrontare: Amarildo, Haller, Peirò, Suarez, Anastasi, Rivera e Mazzola. Siamo stati una difesa all'altezza di farsi rispettare da fuoriclasse di questo calibro. Guidati da un grande portiere: Ricky Albertosi. Io lo metto anche davanti a Zoff. Il suo segreto a tu per tu contro un attaccante era osservare le movenze dei piedi e non il pallone. La sua una freddezza straordinaria.

Nenè, che oggi soffre terribilmente.

Quando è venuto l'ultima volta in Sardegna l'ho ospitato io. Quanto mi rattrista la sua sofferenza. Meglio che lui non se ne accorga, perchè la malattia non glielo permette. É triste anche dover sottolineare che la famiglia non è esente da colpe.

Quella volpe di mercato di Andrea Arricca.

Un altro grande, oggi in Paradiso. C'era il suo zampino in tutti i grandi acquisti, a partire da quello di Riva.
 

Il Filosofo: Manlio Scopigno è riduttivo definirlo un banale allenatore.

Molto più che un secondo padre. Solo frequentandolo ne afferravi un'intelligenza spiccata. Sapeva sempre come comportarsi. A massima libertà esigeva massima responsabilità. Sapeva che Cagliari città non aveva distrazioni, per questo eravamo liberi ogni sabato, ma la domenica portavamo i risultati. Un metodo oggi inapplicabile, perchè i giocatori non hanno sufficiente responabilità


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