L’avversario della settimana: alla scoperta del Chievo Verona

 di Pietro Piga  articolo letto 1516 volte
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
L’avversario della settimana: alla scoperta del Chievo Verona

Dodicesimo posto, 38 punti e un altro anno in serie A assicurato. Il decimo consecutivo. Il Chievo Verona, come altre formazioni nel nostro campionato, ha conquistato la permanenza nella categoria con largo anticipo, ma non solo per demeriti altrui. Non è una novità che i Clivensi arrivino nei mesi di marzo e aprile con l’obiettivo già raggiunto, frutto del lavoro della società guidata da Luca Campedelli e di Rolando Maran, alla terza annata di fila sulla panchina gialloblù.

IL RENDIMENTO. Come detto, il Chievo Verona non ha mai faticato a regalarsi la salvezza e per questo, nello scorcio finale di stagione, ha un po’ allentato la presa. Infatti, nelle ultime cinque partite, sono arrivate una vittoria e quattro sconfitte, delle quali tre consecutive. La prima contro il Milan (3-1), le altre due, un po’ a sorpresa, col Bologna al Dall’Ara (4-1) e contro il Crotone (1-2) al Bentegodi; poi, il 4-0 rifilato all’Empoli, mentre il ko della scorsa settimana, messo in preventivo, è arrivato di fronte alla Juventus (2-0). Da qui al gong, mancano sette gare e c’è la voglia di migliorarsi, mettendo nel bottino più punti possibili per scalare qualche posizione. Si parte domani, alle 15, nella tana del Cagliari.

LO SCHIERAMENTO. La solidità difensiva è l’arma migliore del Chievo Verona, mentre il tallone d’Achille è la sterilità offensiva (14° attacco della serie A con 35 gol). Le due facce della medaglia di una squadra composta da giocatori rodati ed esperti, schierata da Maran col 4-3-1-2. La caratteristica principale, diventata un leitmotiv, è la verticalizzazione, grazie al lavoro Birsa, centro di gravità gialloblù. Nello scacchiere tecnico-tattico dei Clivensi è fondamentale il rombo di centrocampo: formato solitamente da Castro, Radovanovic, Hetemaj e Birsa, è disposto su più linee e permette, anche attraverso la mobilità delle mezzali e del trequartista, l’aumentare delle soluzioni di passaggio. Importante pure il ruolo degli esterni di difesa, che spingono e producono cross dalla principalmente dalla trequarti avversaria. In fase difensiva l’assetto non cambia: la retroguardia abbassa il baricentro, si crea tanta densità nella zona nevralgica del campo e gli attaccanti, per imbastire il contropiede, si posizionano sempre sopra la linea della palla. Questo, con tutta probabilità, l’undici anti-Cagliari: Seculin; Izco, Dainelli, Spolli, Cacciatore; Castro, Radovanovic, Hetemaj; Birsa; Pellissier, Meggiorini.

L’AGO DELLA BILANCIA. Valter Birsa, elemento imprescindibile per il Chievo Verona. Nel 4-3-1-2, parte trequartista, si muove dietro la coppia d’attacco ma, in alcuni casi, arretra sulla linea dei centrocampisti, trasformandosi in regista basso. È il giocatore con le doti tecniche più elevate, è sempre nel vivo del gioco e dà una grossa mano sia in ripiegamento, sia quando c’è da punire l’avversario. Lo dimostrano i numeri: infatti, lo sloveno ha messo a segno 6 reti e 8 assist, uno in meno di Callejon e Felipe Anderson. Anche sui calci di punizione, con un mancino carico d’effetto, risulta molto pericoloso.