Salamon, l’arte di cogliere l’attimo

 di Pietro Piga  articolo letto 2169 volte
© foto di Daniele Liggi/TuttoCagliari.net
Salamon, l’arte di cogliere l’attimo

Ha lavorato e sudato, aspettato e sperato in un’opportunità. Domenica pomeriggio, a distanza di quattro mesi dall’ultima volta, Bartosz Salamon è stato chiamato in causa da Massimo Rastelli per comporre il pacchetto centrale nella retroguardia del Cagliari contro il Chievo Verona. Il polacco ha dimostrato, come affermato dall’allenatore nel post-partita, di essere un esemplare professionista. Non ha deluso le attese, anzi, è stato uno dei più positivi nel poker col quale i rossoblù hanno sbranato la formazione guidata da Rolando Maran.

AI MARGINI. Fino alla sfida col Chievo Verona, il venticinquenne di Poznań aveva collezionato 13 presenze e 572’; mentre nel 2017 erano stati appena 17 i minuti, in 3 gare, raccolti dal numero 35. Le scelte tecniche di Rastelli, che in mezzo alla difesa ha sempre avuto come pupilli Bruno Alves e Ceppitelli e poi ha «riscoperto» in quel ruolo Pisacane, hanno proiettato Salamon nel gradino più basso delle gerarchie. E pensare che in serie B, con 34 gettoni e 2689’ giocati, aveva composto una coppia sicura e solida con Ceppitelli, fondamentale per la promozione.

SEMPRE SUL PEZZO. La contemporanea squalifica di Pisacane e i problemi fisici di Ceppitelli, hanno favorito il rientro in campo dell’ex giocatore della Sampdoria. Che, in tandem con Bruno Alves, ha reso difficile la vita a Pellissier e Meggiorini, poi a Gakpè. Salamon, attento, ordinato e ben posizionato, raramente è andato in difficoltà, vincendo il duello individuale con Pellissier, anticipato e bloccato senza troppi affanni. In alcune circostanze, il polacco ha strappato gli applausi del Sant’Elia: al 29’ del primo tempo, sulla linea di porta, ha alzato il muro su Gakpè, evitando il 2-1; al 43’, invece, ha bloccato con la schiena una conclusione a botta sicura di Castro; e prima dell’intervallo, inoltre, ha ricevuto l’ovazione del pubblico quando ha sradicato, in tackle, la sfera a Hetemaj. Ha sfiorato anche la rete, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, svettando più in alto di tutti, senza però inquadrare lo specchio della porta. Nel secondo tempo, col Chievo Verona che diveniva sempre più inconcludente, il «centralone» rossoblù non si è mai fatto sorprendere.

PALLA A RASTELLI. Spruzza felicità da tutti i pori, nella sala stampa del Sant’Elia, Salamon. Non veniva schierato da titolare dal 22 dicembre 2016, nella gara contro il Sassuolo. Il suo obiettivo, fin dall’arrivo in Italia dieci anni fa, «è sempre stato quello di impormi in serie A». Il difensore, che ha svelato la tensione avuta in settimana, ha mandato un messaggio a Rastelli: «Ho sfruttato l’opportunità, ora la palla passa al mister». Allora, non ci resta che attendere la trasferta di Udine.