SAU E' LETALE: IL CAGLIARI ESPUGNA PESCARA (0-2) E VOLA A+7 DAL TERZ'ULTIMO POSTO

17.02.2013 20:42 di Roberto Rubiu Twitter:   articolo letto 2798 volte
© foto di Giuseppe Celeste/Image Sport
SAU E' LETALE: IL CAGLIARI ESPUGNA PESCARA (0-2) E VOLA A+7 DAL TERZ'ULTIMO POSTO

Più forti di tutto. Nella settimana più difficile della sua storia, il Cagliari sfodera una prestazione di gran carattere ed espugna per due reti a zero l'Adriatico di Pescara in una sfida di cruciale importanza. Con la vittoria di oggi, infatti, i rossoblù volano a più sette sulla zona retrocessione in attesa delle prossime quattro gare, tutte decisive, con Torino, Bologna, Sampdoria e Siena.

Difficile in questi casi non scadere nella banale retorica, ma è doveroso sottolineare quanto, quella odierna, sia stata una vittoria del gruppo. Il Cagliari ha dimostrato per l'ennesima volta di essere un collettivo unito, compatto e solido, capace come pochi altri di trasformare le avversità in motivazioni. Da quando, infatti, Conti e soci hanno dovuto subire l'umiliazione del trasloco di Parma, sono arrivati, nell'ordine, la sconfitta dell'Olimpico con la Lazio, immeritata a prescindere dal giallo arbitrale, e poi il filotto di sei risultati utili consecutivi, tutti accomunati dallo stesso denominatore: il carattere.

Nel trionfo del gruppo, però, sarebbe ingeneroso non sottolineare le prestazioni di due singoli che hanno fatto la differenza: Radja Nainggolan, ancora una volta un leone in mezzo al campo e sempre più a suo agio nel ruolo di mediano basso davanti alla difesa, e, soprattutto Marco Sau. Se negli anni '90 i tifosi del Milan avevano coniato il soprannome "el segna semper lu" per sottolineare la prolificità di Maurizio Ganz, lo stesso appellativo, opportunamente tradotto in sardo, potrebbe essere utilizzato per Pattolino: "segnara sempri issu". Anche oggi, infatti, Sau è stato letale sotto porta, segnando due reti (rispettivamente la nona e la decima in stagione) che lo hanno proiettato nelle zone nobilissime della classifica marcatori.

LA CRONACA - Per sopperire alle pesanti assenze di Astori, Conti e Dessena, tutti e tre squalificati, Pulga e Lopez scelgono Ariaudo in difesa e Casarini a centrocampo (con Nainggolan spostato in cabina di regia). Cossu invece si riprende le chiavi della trequarti battendo la concorrenza di Thiago Ribeiro. Davanti confermata la collaudatissima coppia Ibarbo-Sau.

L'avvio di gara è povero di spettacolo. Il Pescara ha ben poco da perdere e interpreta la partita con grande aggressività: Blasi, in particolare, ringhia su Nainggolan nel tentativo di spegnere sul nascere la manovra rossoblù. Nonostante tutto, fin dalle prime battute, emerge in maniera evidente la superiorità tecnica degli uomini di Ivo Pulga, che cercano il possesso palla prolungato pur non riuscendo a produrre occasioni da rete di particolare importanza, se si escludono una debole girata di Ibarbo al 32' (bloccata senza troppi problemi da Perin) e un sinistro di controbalzo di Casarini che il portiere abruzzese blocca in due tempi facendo correre un brivido lungo la schiena dei suoi tifosi. Il primo vero sussulto della gara arriva al 42' ed è di marca pescarese: Weiss va via in velocità a Pisano e lascia partire un destro incrociato che Agazzi, con la punta dei guantoni, riesce a deviare sul palo. Il portiere rossoblù si guadagna così la pagnotta in una gara che non lo vedrà praticamente mai più impegnato, se non per sbrigare l'ordinaria amministrazione.

Nella ripresa il Cagliari si presenta più determinato a concretizzare la mole di gioco prodotta, e al minuto 52 arriva subito il vantaggio: Cossu mette in mezzo un morbido cross dalla trequarti, la difesa del Pescara sbaglia totalmente il tempo del fuorigioco e Sau, solo davanti a Perin, tocca di giustezza il pallone con la testa portando in vantaggio i suoi.

I padroni di casa sono tramortiti e non reagiscono, e il Cagliari ne approfitta: al 60' Avelar spreca malamente un invitante contropiede tre contro due, mentre tre minuti più tardi arriva il raddoppio. L'asse è ancora una volta sardo: Pisano crossa dalla destra, Casarini lascia scorrere e Sau, con un guizzo da bomber vero, mette alle spalle dell'incolpevole Perin.

La partita, sostanzialmente, si chiude con questo episodio. Bergodi mette in campo attaccanti su attaccanti, ma le occasioni continuano a latitare, con Ariaudo e Rossettini che soffrono il giusto contro Vukusic, Caprari, Celik e Weiss. Al 71' c'è spazio per l'esordio in Serie A di Matias Cabrera, che rileva un positivo Cossu. L'uruguaiano, ammonito pochi secondi dopo il suo ingresso, si muove con buona personalità per il campo lasciando intravedere anche interessanti qualità di palleggio. A otto minuti dal termine il pubblico dell'Adriatico abbandona per un attimo la feroce contestazione nei confronti di tecnico e dirigenti locali e si alza in piedi con grande sportività per applaudire Marco Sau, che lascia il campo per Nenè.

Il finale di gara è caratterizzato dal nervosismo. A farne le spese è Victor Ibarbo, che con i suoi dribbling ai limiti dell'irridente indispettisce Weiss. Al 90', infatti, lo slovacco tocca duro il numero 23 rossoblù e finisce anzitempo negli spogliatoi. 

Al triplice fischio è festa grande per il Cagliari, che dimentica una settimana di tempesta regalandosi tre punti di inestimabile valore. Con un gruppo così, è lecito guardare al futuro con ottimismo.