Suona il valzer per la spalla del Pavo: quale la soluzione migliore?

Tanti nomi, poche certezze, un'esigenza: Pavoletti non potrà più essere il solo a cantare e portare la croce
30.07.2019 10:00 di Nicola Adamu   Vedi letture
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
Suona il valzer per la spalla del Pavo: quale la soluzione migliore?

Dopo un avvio in sordina, il mercato del Cagliari si è ravvivato improvvisamente: Mattiello, Rog, le voci incoraggianti su un possibile approdo di Nandez in Sardegna e i rumors sul – graditissimo – ritorno di Nainggolan in rossoblu. In mezzo a tutto ciò, si parla incessantemente dell’eventualità di garantire una spalla di livello per Pavoletti, in modo che il bomber livornese non debba, anche per quest’anno, sostenere da solo il peso dell’intero attacco cagliaritano.

Partiamo dal nome più gettonato in queste settimane, quello del romanista Defrel. Profilo gradito al DS Carli e a mister Maran, il francese è reduce da un’annata in chiaroscuro alla Sampdoria, dove all’ottimo inizio ha fatto seguito un campionato altalenante, al termine del quale la società blucerchiata ha scelto di non esercitare il riscatto presso la Roma titolare del cartellino. Il Cagliari ha fatto pervenire un’offerta importante ai giallorossi al punto da convincerli, ma l’ex Cesena e Sassuolo ha preso tempo, nonostante i primi segnali arrivati dal suo entourage avessero fatto pensare alla Sardegna come destinazione gradita al giocatore. Non vi sono conferme al momento, e i giorni passano: la dirigenza rossoblu, per non farsi trovare impreparata, sta legittimamente pensando di cambiare strategia.

Il secondo identikit risponde a quello di Eder: profilo visto con parziale scetticismo dai tifosi per l’età non più verdissima (quasi 33 primavere per lui), per l’impiego con il contagocce nell’Inter di Spalletti e per un mordente agonistico che potrebbe non essere più quello dei giorni migliori dopo un'annata contraddistinta dall'esilio dorato in Cina. Il giocatore però rappresenta da tempo immemorabile un pallino di Carli e sarebbe disposto a decurtarsi l’ingaggio pur di mettersi nuovamente in discussione in un campionato come la serie A. La classe non si discute (in molti hanno ancora negli occhi il gran gol con cui, in maglia azzurra, stese la Svezia all’ultimo tuffo durante l’Europeo del 2016), le perplessità sono però legate all’età e alla ‘fame’ calcistica residua.

Nelle ultime ore è balzato alle cronache anche il nome di Simeone, che però trova poco riscontro negli ambienti che contano. Tatticamente, lui e Pavoletti insieme non rappresenterebbero una soluzione impossibile: Maran ha giocato spesso con due prime punte di diversa indole (una d’area e una più disposta al pressing e al sacrificio) a comporre il duo d’attacco, ma la scarsa praticabilità della pista è data da tanti altri fattori: concorrenza, ingaggio e apparente ricerca di un profilo più ‘classico’ rispetto al suo.

E gli altri? Joao Pedro non nasce seconda punta e, nonostante la capacità di vedere la porta, soffre ancora di troppe pause all’interno della stessa gara. Farias, per quanto reduce da una buona seconda parte di stagione a Empoli, è ormai un separato in casa e viene visto come utile solo per monetizzare; Despodov è un esterno d’attacco che sta provando a compiere una metamorfosi importante, ma ha bisogno di tempo; Han non sembra ancora pronto per certi livelli e Ragatzu viene comunque dalla serie C, quindi è quantomeno rischioso affidargli i gradi di partner titolare accanto a Pavoloso. Ci sarebbe anche Cerri, che però – oltre alla necessità di scrollarsi di dosso un po’ di negatività – è evidentemente la prima alternativa al centravanti titolare, piuttosto che un suo possibile scudiero. Insomma, la risposta al problema dei rossoblu sembra essere più sul mercato che in casa, con la speranza che dal mazzo venga pescata la carta giusta.