Tribunale di Foggia: Sau è del Cagliari. L'avvocato Grassani: "Mai avuto dubbi, il calciomercato non si fa davanti ai giudici..."

21.09.2012 18:57 di Fabio Frongia  articolo letto 3435 volte
© foto di Francesco Scopece/TuttoLegaPro.com
Tribunale di Foggia: Sau è del Cagliari. L'avvocato Grassani: "Mai avuto dubbi, il calciomercato non si fa davanti ai giudici..."

Finisce definitivamente, e a favore del Cagliari, la querelle che aveva coinvolto Marco Sau, la società rossoblù e il Foggia. L'epilogo è sancito dal Tribunale della città pugliese, in quello che è il primo caso in Italia riguardante trasferimenti di calciatori professionisti deciso da un Tribunale ordinario.

Il Foggia aveva richiesto il sequestro giudiziario del cartellino di Sau in virtù della falsità della sua firma sul trasferimento in rossoblù, oltre al mancato pagamento da parte del Cagliari di 500.000 euro sul pagamento concordato. "La domanda non può trovare accoglimento... - si legge nella sentenza - perché Marco Sau ha riconosciuto come propria la sottoscrizione".

Pretese infondate, come ha ribadito il legale del Cagliari Mattia Grassani, che già nel corso dei mesi aveva bollato come "ridicole" le istanze dei Satanelli. "E' ora di finirla con questi ricorsi a pioggia avanti ai Tribunali ordinari - dice Grassani - Esistono organi specializzati, all'interno della giustizia sportiva, competenti a dirimere controversie delicate come quella in esame. Dopo questo secondo ko, che segue quello di luglio, speriamo almeno il Foggia onori le spese di lite visto che quando perdono non pagano. Il calciomercato non si deve fare nelle aule dei Tribunali, altrimenti le squadre le faranno i giudici. Il corretto operato del Cagliari Calcio è stato ritenuto totale".

C'è stata anche l'ipotesi di un negoziato tra Foggia e Cagliari, ma Massimo Cellino ha sempre ritenuto di essere dalla parte della regione e non ha mai voluto scendere a compromessi. "Il presidente Cellino con quella gente non ha mai voluto trattare - tuona Grassani - ritiene che al Foggia non sia dovuto nemmeno un euro".