UFFICIALE: Cagliari-Roma rinviata a data da destinarsi

23.09.2012 02:01 di Fabio Frongia  articolo letto 6057 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
UFFICIALE: Cagliari-Roma rinviata a data da destinarsi

Ufficiale non si gioca: "Il Prefetto di Cagliari, a conclusione della riunione di coordinamento delle forze di Polizia, ha disposto che la gara Cagliari-Roma, programmata presso lo stadio Is Arenas a porte chiuse, sia differita ad altra data. Tale decisione si è resa necessaria per l’urgente e grave necessità di prevenire ogni forma di turbativa dell’ordine e della sicurezza pubblica conseguente alle reazioni emotive, irrazionali e inconsulte ingenerate dall’invito formulato dal presidente della Cagliari Calcio".

Evitare guai peggiori. Questa la decisione del vertice notturno tenutosi in Prefettura. Un avvenimento senza precedenti a poco più di 12 ore dalla partita, che ha portato alla decisione più saggia. L'improvvisa decisione di Massimo Cellino, che in serata - dopo il fallimento dell'ultimo tentativo di aprire lo stadio ai tifosi - aveva invitato il popolo rossoblù a recarsi ugualmente a Is Arenas, ha infatti scatenato il putiferio.

Fino al verdetto definitivo: troppe le incognite circa quello che sarebbe potuto accadere intorno allo stadio, sul comportamento della gente al cospetto della Polizia, impegnata ad attuare le disposizioni. E cosa sarebbe successo se, una volta entrati spettatori non autorizzati, si fosse proceduto all'ovvia interruzione della gara con sconfitta a tavolino per il Cagliari?

Il tutto resta nei discorsi da bar, forum e social network, ma molte cose sono da decifrare. In primis, la data del recupero: la prima utile è mercoledì 3 ottobre, ma occhio agli strascichi, anche se i buoni rapporti tra le società fanno pensare che non ci saranno inchieste federali derivanti da ricorso della Roma.

E poi il possibile sequestro giudiziario che si profila per l'impianto quartese. Viatico per altre diatribe burocratiche che rinvierebbero ancora più in là il ritorno ad una normalità mai così lontana. E intanto tutta l'Italia (calcistica e non) resta attonita. Chi ha il coraggio di darle torto?