Il Romanista - Quanti fastidi dall'amico di Lotito

15.02.2013 10:12 di Fabio Frongia   Vedi letture
Fonte: V. Vercillo, Il Romanista
© foto di Andrea Ninni/Image Sport
Il Romanista - Quanti fastidi dall'amico di Lotito

Cellino-Roma, atto quinto. La querelle tra il patron del Cagliari e il club di Trigoria sembrava non avere mai fine. Oggi un nuovo capitolo della telenovela: il TAR della Sardegna ha accolto il ricorso dei rossoblù contro il rinvio della partita con la Roma, e il conseguente 0-3 a tavolino per i giallorossi. Solo l’ultimo pezzo di una storia cominciata 144 giorni fa.

È il 23 settembre quando la Prefettura ha deciso di rinviare la sfida tra Cagliari e Roma per questioni di ordine pubblico: lo stadio Is Arenas non è agibile. E a creare il clima di tensione era stato proprio il Cellino, che ha deciso di andare allo scontro con il prefetto Giovanni Balsamo, invitando i tifosi a recarsi allo stadio Is Arenas nonostante la decisione di giocare a porte chiuse. «E’ sicuro», si legge nella nota. Ma per le autorità locali, invece, è ancora un cantiere. La gara non si gioca, e 24 ore dopo la decisione del Giudice Sportivo decreta lo 0-3 a tavolino per la Roma.

Ma Cellino non ci sta, e scagliandosi contro i giallorossi decide di presentare ricorso alla Corte di Giustizia Federale perché «penalizzati ingiustamente». Pensiero avallato anche dall’amico e alleato inseparabile in Lega, Claudio Lotito: «Le gare si vincono sul campo», dice. Dichiarazione che lascia perplessi, se si pensa al caos mediatico messo in atto dallo stesso patron biancoceleste per poter ripetere la gara tra Udinese e Lazio, in cui un fischio "fantasma" ha consentito ai bianconeri di segnare il 2-0 ai danni degli ospiti.

La Corte di Giustizia Federale rispedisce al mittente il ricorso di Cellino, che trova l’occasione per attaccare nuovamente la Roma: «Vorrei proprio sapere di chi è questa Roma...». Ma un parere ce l’ha eccome: «Un club di avvoltoi», definizione poi ritrattata. Il capitolo successivo prevede un nuovo ricorso da parte del Cagliari, stavolta alla Federcalcio, per il secondo grado di giudizio. E ancora una volta a Cellino arriva un no: lo 0-3 è confermato. «La verità è che la Roma non ha voluto giocare la partita e questo non è sportivo. Mi trovo di fronte ad un club di cui non conosco né proprietà né presidente e che ha voluto vincere a tutti i costi, anche con i sotterfugi» il nuovo attacco del presidente rossoblù. Sospesa la questione Cagliari-Roma, puntuale arriva quella legata a Roma-Cagliari. La qualificazione della Roma in semifinale di Coppa Italia ha di fatto costretto a spostare la sfida di campionato tra giallorossi e rossoblù al 27 febbraio, scatenando una nuova protesta di Cellino: «Disparità di trattamento, si giochi in campo neutro se l’Olimpico non è disponibile (occupato dalla Nazionale di rugby, ndr)».

Accontentato, o quasi: con Roma e Inter ufficialmente d’accordo, la semifinale di ritorno di Coppa Italia si giocherà il 27 aprile, mentre la gara di campionato tra Roma e Cagliari si è disputata il 1 febbraio. A quando l’epilogo?