Il Tempo - Cellino arrestato. Cagliari-Roma si rigioca

15.02.2013 10:07 di Fabio Frongia   Vedi letture
Fonte: D. PALIZZOTTO PER "IL TEMPO"
© foto di Marco Iorio/Image Sport
Il Tempo - Cellino arrestato. Cagliari-Roma si rigioca

Lo scandalo Is Arenas non ha fine. Con un blitz effettuato all’alba gli uomini del Corpo Forestale della Sardegna hanno arrestato il presidente del Cagliari Massimo Cellino, il sindaco del comune di Quartu Sant’Elena Mauro Contini e l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Liliu, misure decise dal giudice per le indagini preliminari Giampaolo Casula nell’ambito dell’inchiesta sullo stadio Is Arenas.

Ma la giornata ha riservato un’altra sorpresa: poche ore dopo le pesanti accuse verso i tre indagati (peculato e falso ideologico) è arrivata la decisione del Tar della Sardegna sul ricorso presentato dal Cagliari contro il mancato svolgimento della gara contro la Roma. E l’esito è negativo per il club giallorosso: secondo il giudice amministrativo, il prefetto Giovanni Balsamo ha sbagliato nel rinviare la gara dello scorso 23 settembre, e dunque ora l’Alta Corte del Coni potrebbe far disputare il match.

Ma andiamo con ordine. Dopo aver disposto l’arresto dei dirigenti comunali Gessa e Masala e i domiciliari per l’imprenditore Grussu, il gip ha firmato gli arresti per Cellino, Liliu ( condotti nel carcere di Buoncammino) e Contini, colpito da malore e ricoverato in ospedale. L’accusa è pesante: i tre indagati avrebbero utilizzato parte dei soldi destinati al piano integrato d’area per costruire l’impianto Is Arenas. Secondo il giudice, in particolare, Cellino avrebbe «spiccate capacità delinquenziali» e sarebbe «capace di qualsiasi genere di sotterfugi».

Nella ordinanza firmata dal gip sono riportate anche alcune telefonate tra Cellino e il presidente della Lazio Lotito, in cui il primo dispensa consigli per la costruzione dello stadio: «In attesa di avere la concessione per la struttura pseudo definitiva - spiega Cellino - ho chiesto la autorizzazione triennale per una struttura temporanea amovibile. Così non va in concessione, te la danno in 30 giorni e ti fai uno stadio. E poi lo sai che il temporaneo in Italia è sempre definitivo, vero?». Per il giudice queste frasi sono una dimostrazione «evidente della totale mancanza di legalità e rispetto delle istituzioni», mentre tutto il Cagliari si è stretto attorno al presidente.

Con un tempismo certo particolare, poche ore dopo la notizia dell’arresto è arrivata anche la decisione del Tar della Sardegna sulla mancata disputa della gara contro la Roma. Secondo il giudice amministrativo, nell’occasione il prefetto ha agito in modo scorretto, non convocando tutte le parti in causa prima di decidere l’annullamento del match dopo l’invito allo stadio rivolto da Cellino ai tifosi nonostante le porte chiuse. La sentenza del Tar apre scenari inattesi dal punto di vista sportivo: tra poche settimane, probabilmente a marzo, l’Alta Corte del Coni esaminerà il ricorso presentato dal Cagliari contro la sconfitta a tavolino. «La decisione del Tar è un punto a nostro favore - ha spiegato l’avvocato del Cagliari Mattia Grassani - l’Alta Corte dovrà tenerne conto: la partita potrebbe giocarsi, abbiamo ottime chance».

Ma il parere della Roma è diverso, senza dimenticare che la sentenza del Tar potrebbe essere impugnata davanti al Consiglio di Stato: «La questione attinente al procedimento prefettizio va distinta dalla decisione sportiva - ha osservato l’avvocato della società giallorossa Saverio Sticchi Damiani - e la sentenza del Tar lo spiega bene». La Roma attende dunque con fiducia il giudizio del Coni, anche se a questo punto l’annullamento dello 0-3 sembra probabile. Resta però un grande dubbio: visto il caos Is Arenas, dove si giocherà Cagliari-Roma?.