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L'Unione Sarda - "Il Cagliari deve tornare in città"

Frongia, sindacalista: "Non ci interessano le colpe, Cellino e Zedda trovino subito un accordo". I tassisti danneggiati dalla scelta di Trieste minacciano uno sciopero.

16.04.2012 10:00 di Fabio Frongia  articolo letto 9849 volte
Fonte: Paolo Loche per L'Unione Sarda
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport

"Il Cagliari a Trieste è un dramma per la nostra categoria. Siamo arrabbiatissimi e pronti a manifestare tutto il nostro disappunto davanti al municipio e al centro Ercole Cellino. Non ci schieriamo né da una parte né dall’altra, ci interessa solo che il problema sia risolto in fretta e che il Cagliari torni a giocare in città. Non a Elmas o a Quartu".

A lamentarsi e a minacciare clamorose azioni di protesta sono i tassisti delle cooperative Quattro Mori e Radio Taxi Rossoblù. "Il Cagliari a Trieste è un danno grave", sottolinea Giovanni Frongia (tassista della cooperativa Rossoblù nonché sindacalista dell’Uritaxi), "quando il Cagliari gioca in casa accompagniamo arbitri e tifosi sia locali che ospiti. Facciamo la spola tra aeroporto, stadio, alberghi e ristoranti. Un giro d’affari che rappresenta una boccata d’ossigeno fondamentale negli asfittici fine settimana".

Frongia lancia un accorato appello al presidente del Cagliari, Massimo Cellino, e al sindaco, Massimo Zedda. "Non ci interessa sapere di chi sono le colpe, un discorso che ha poco senso visto che il problema si trascina da tanti anni e ha riguardato anche le precedenti giunte comunali. L’importante è che vi mettiate d’accordo. Mettete una volta per tutte da parte l’orgoglio, evitate gli egoismi e le politiche del non fare». È ora di finirla, insomma. «Il Cagliari è dei cagliaritani", sottolinea il tassista, "e quindi anche nostro che siamo supertifosi fin da bambini. Grazie a Schettino abbiamo perso tra 1500 e 2000 euro nei due mesi di stop subiti dal movimento croceristico. Non vogliamo che la storia si ripeta con le partite di calcio. Ricordiamo che i tassisti sono stati gli unici, finora, a riuscire a fermare Monti a suon di scioperi. Per il Cagliari siamo pronti a tornare in piazza".

Arrabbiato anche Andrea Cocco, della cooperativa 4 Mori. "Per noi questa è un’altra brutta tegola", afferma, "la crisi è pesante e senza le partite ci verrà a mancare un’altra fetta importante di lavoro. Da tifoso dico anch’io che il Cagliari deve restare in città. Gli spazi per realizzare il nuovo stadio ci sono, quello che manca è la volontà. Mi auguro che Cellino e Zedda riescano a mettersi d’accordo".


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