La Nuova Sardegna - Italia-Germania e il ricordo dei rossoblù del '70: "Ricordi pazzeschi, oggi sarà dura"

28.06.2012 14:35 di Fabio Frongia   Vedi letture
Fonte: Antonio Ledà per La Nuova Sardegna
© foto di Federico De Luca
La Nuova Sardegna - Italia-Germania e il ricordo dei rossoblù del '70: "Ricordi pazzeschi, oggi sarà dura"

La partita perfetta? Domanda retorica. Dal 17 giugno 1970 Italia-Germania è diventata la partido del siglo come ricorda una targa affissa, da allora, all’ingresso dello stadio Azteca di Città del Messico. Quel 4-3 degli azzurri ai panzer tedeschi è entrato nella storia del pallone e, un pochino, in quella dell’isola.

In quella nazionale giocavano sei ragazzi (e mezzo) del Cagliari: Riva, Cera, Albertosi, Niccolai, Gori e Domenighini. Il “mezzo” è Boninsegna, passato, nell’estate del 69, dal Cagliari all’Inter. Sono loro, gli eroi del Messico, a riportarci indietro a quel giorno.

Ricky Albertosi: "Ricordo tutto come se avessimo giocato ieri. Ed è un ricordo bellissimo. Eravamo una squadra vera e un gruppo di amici con i quali sono rimasto in contatto. In generale gli anni trascorsi a Cagliari sono tra i più belli della mia vita. E in Sardegna mi sento a casa. C’ero fino all’altro ieri e ci ritornerò a settembre per gli ultimi bagni della stagione. Oggi invece starò a casa, incollato alla tv, a fare il tifo per l’Italia. Sarà una partita difficile ma io sono ottimista. La Germania è una squadra giovane e con buone individualità, ma noi sappiamo sempre tirare fuori il meglio nei momenti difficili. Ci siamo riusciti in qualla incredibile semifinale di Città del Messico, perchè non crederci oggi?".

Angelo Domenghini: "Aspetto con ansia la partita di questa sera. La Germania parte leggermente favorita ma noi abbiamo un gran carattere e molta personalità. Speriamo di fare un gol più di loro anche se proprio l’attacco mi sembra il punto debole. Non capisco perchè Prandeli ha lasciato a casa Matri, Borriello e Quagliarella, tre ragazzi che avrebbero potuto darci una mano. Comunque auguro agli azzurri di fare meglio di noi. Perchè io non dimentico che dopo il 4-3 con la Germania arrivò la sconfitta in finale col Brasile".

Bobo Gori: "Italia-Germania è la partita della vita. Per me è un tuffo in un periodo irripetibile che porterò sempre nel cuore. E poco importa che quel 17 giugno fossi in tribuna per uno scontro con Zoff in allenamento. Sono uno di quei ragazzi mi sento vicinissimo a quelli di oggi. Un pronostico? La Germania è più riposata e non ha dovuto sobbarcarsi il peso, anche psicologico, dei tempi supplementari e dei rigori, però l’Italia c’è. Ha trovato il suo equilibrio e mi aspetto una grande prestazione".

Comunardo Niccolai: "Parlare di Italia-Germania significa parlare degli anni migliori della mia vita. Arrivai alla Torres nel 62 ed ero un ragazzino. Sono rimasto in Sardegna 14 anni e non mi sono mai pentito della scelta. Nell’isola sono nati i miei figli e nell’isola ho amici carissimi. Tornando al 4-3 di Italia-Germania, quel pomeriggio ero in tribuna per un infortunio. Ero seduto vicino ad Haller (centrocampista della Juve) e ci alzavamo a turno per festeggiare. Al quarto gol di Rivera lui non ha avuto neanche la forza di girarsi dalla nostra parte. Speriamo che anche questa sera il cielo si tinga di azzurro".

Gigi Riva: "Racconto sempre che avevamo già preparato le valigie per fare rientro a casa e invece, a distanza di decenni, quella vittoria ha un fascino perfino superiore a quella dell’82, sempre contro i tedeschi, nella finale mondiale di Madrid. Personalmente ho un ricordo fantastico di quegli anni anche se proprio in Messico le cose non erano cominciate benissimo e al ritorno, dopo la finale persa con il Brasile di Pelè, i tifosi non ci hanno fatto grandi feste. Spero che gli azzurri di Prandelli siano più fortunati".

Roberto Boninsegna: "Prevedo una partita tostissima. Il rischio più grosso per gli azzurri è quello di passare in svantaggio come è successo a noi contro il Brasile. E’ una questione psicologica ma anche fisica perchè i supplementari contro l’Inghilterra si faranno sentire. E’ vero che oggi i metodi di allenamento sono cambiati. Noi nell’intervallo respiravamo ossigeno da una bombola. Però… che tempi!".