AIA, Zappi inibito 13 mesi: si va verso il commissariamento
Il presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Antonio Zappi, è stato squalificato per 13 mesi dal Tribunale Federale Nazionale. Accolta in pieno la tesi della Procura FIGC guidata da Giuseppe Chiné, che aveva deferito Zappi per pressioni sugli ex designatori di Serie C e D Maurizio Ciampi e Alessandro Piazzi, poi sostituiti da Daniele Orsato e Stefano Braschi. Accuse sempre respinte da Zappi, che in udienza ha parlato di un processo lesivo dell’autonomia dell’AIA, ma che hanno convinto il TFN. Secondo quanto riportato da TMW, la squalifica non comporta decadenza immediata: lo Statuto FIGC prevede la decadenza oltre i 12 mesi complessivi di inibizione (soglia superata), ma serve una decisione definitiva dopo il ricorso in appello, che Zappi presenterà. Nel frattempo resta inibito e non potrà rappresentare l’AIA: le funzioni passano al vicepresidente vicario Francesco Massini. Il prossimo passaggio sarà il deposito delle motivazioni (entro 10 giorni).
Considerato che il TFN, presieduto da Carlo Sica, ha sposato integralmente l’accusa, le motivazioni potrebbero essere particolarmente pesanti. Una volta note, scatterà il ricorso, ma lo scenario politico resta aperto. Verso il commissariamento. L’ipotesi è concreta e spetta al Consiglio Federale, non al presidente Gabriele Gravina. La riunione è fissata al 27 gennaio, ma potrebbe essere anticipata: al vertice federale si valuta se sia sostenibile lasciare l’AIA per oltre un anno nelle mani del vicepresidente con il presidente inibito fino al 2027.