Appunti di viaggio - Chievo-Cagliari: il rossoblù unisce i sardi d'Italia
Il Cagliari anello di congiunzione per i Sardi che sono sparsi nella penisola, e fuori di casa in generale. Comincia di buon mattino la trasferta per Verona. Essendo all'estremo Nord, bisogna avviarsi all'alba. La nostra partenza è prima per Chieti, dove abbiamo appuntamento con gli amici del Cagliari Club Abruzzo Rossoblù, con i quali proseguiremo alla volta del Bentegodi. Sempre un piacere notare come il ritrovarsi per le trasferte sia una grande festa, che va ampiamente al di là dei meri novanta minuti. Durante il viaggio, ricordiamo alcune delle trasferte precedenti, comprese quelle storiche, con i decani che hanno vissuto anche quelle leggendarie come lo spareggio del San Paolo e la partita di Coppa Uefa a Trabzon. A Verona, siamo d'accordo con Tore Saba e i colleghi del Centro Coordinamento Cagliari Club per ritrovarci tutti assieme nei paraggi dell'Arena, da dove poi proseguiremo verso lo stadio, dopo un breve sosta in zona. Ci incamminiamo, cercando il sentiero sul quale è scritto “Ingresso ospiti”, in quanto il Bentegodi è già trasferta collaudata, quindi i più esperti sono già al corrente di questi piccoli ma importanti accorgimenti, per evitare inutili giri a vuoto una volta giunti nell'antistadio. Rapidamente infatti entriamo nell'area riservata ai tifosi rossoblù, che fa ad angolo col viale verso la tribuna stampa. Alle sedici e trenta circa, all'arrivo troviamo già alcuni rappresentanti del Gruppo Nord Rossoblù. Volentieri ci intratteniamo qualche minuto, per respirare qualche istante l'atmosfera di Sardegna. A un'ora dall'inizio del match, ci salutiamo, dandoci appuntamento a fine partita, per avviarci verso il gabbiotto degli accrediti stampa, mentre loro vanno a gremire il settore ospiti, alla destra del tabellone luminoso, lato curva Nord. A differenza di due domeniche or sono al San Paolo, oggi il colpo d'occhio per noi è rallegrato dalla vista di quindici bandiere Sarde: tredici con i quattro mori e due Rossoblù. Più gli striscioni dei due Cagliari Club presenti, Abruzzo e Centro Coordinamento. Gli ultrà del Chievo prendono posizione soltanto alle 17:50. Insieme ai colleghi sardi, siamo tutti sistemati all'estrema sinistra. Dopo di noi, a seguire verso destra, Sergio Demuru, Alessandro Collu, Roberto Muretto e Fabiano Gaggini.
Poco più in alto Stefano Bizzotto, in quanto Verona è facilmente raggiungibile da Bolzano, dove fa base stabilmente. All'ingresso delle squadre in campo, partono anche i primi cori. I padroni di casa sono solidali con Capitan Pellissier, cantandogli “uno-di-noi”, mentre dal settore ospiti si comincia a inneggiare col classico e tradizionale “Alè-Ca-gli-ari alè- for-za ro-sso-blù”. Nella curva scaligera dominano gli striscioni “Orgoglio Clivense” e “Mussi volanti”. Come colonna sonora, equilibrato il duello fra le opposte tifoserie, come se si giocasse in campo neutro. Coi Sardi meno numerosi, ma egualmente rumorosi. Il primo tempo scivola via senza troppi sussulti. Nel rinfresco al piano terra per i giornalisti, nuovamente ci imbattiamo in Bizzotto. Sarebbe l'occasione propizia per chiedergli il suo personale pronostico su Bayern-Borussia del 25 maggio, poiché sappiamo della sua enciclopedica conoscenza del calcio tedesco, ma è braccato dai colleghi e non riusciamo a fargli la domanda. Si torna in postazione, col Cagliari che alla ripresa attacca verso il settore ospiti. Malgrado di mezzo ci sia la pista di atletica, riusciamo nitidamente a distinguere i ripetuti improperi che Corini riviolge a Pulga. Poco dopo interviene anche Lopez, e per un secondo temiamo un blitz di Diego. Poi per fortuna le acque si calmano. Girandola di sostituzioni, ma né Luciano né Ibarbo smuovono lo 0-0. Naingollan tenta il bolide dal limite, ma la conclusione termina a lato. Paloschi fa lo stesso dall'altra parte. Al fischio finale, il risultato è quello giusto per quanto visto nell'arco dei 90 minuti.
