Corvi: "Parma è casa mia. Da Buffon ho imparato tanto, ora siamo carichi per l'Inter"

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di Redazione TuttoCagliari
Edoardo Corvi racconta il suo legame con il Parma, l'ispirazione Buffon e il rapporto con Gilardino: «Ci siamo trovati bene, siamo carichi per l'Inter».

Edoardo Corvi racconta il suo percorso con il Parma, dagli inizi nel settore giovanile fino al rinnovo del contratto che lo lega al club fino al 2030. Il portiere gialloblù è intervenuto durante "News dai Campi", trasmissione di Radio TV Serie A condotta da Alessandro Rimi e Bjork Rajta, soffermandosi anche sui suoi modelli, sul rapporto con Buffon e sull'arrivo di Gilardino.

Corvi: «Quando gioco con la mia gente mi sento a casa»

Il rapporto con il Parma affonda le radici nell'infanzia. Corvi ha ricordato anche il momento difficile vissuto dal club nel 2014 e la scelta di continuare a credere nel proprio percorso:

«Per me è un sogno vestire questa maglia, sopratutto in Serie A. Sono partito da bambino qui, dalle selezioni del Settore Giovanile. Nel 2014 tutto sembrava finito con il fallimento. Ho scelto di rimanere anche in categorie inferiori. Ho sempre creduto in questa città e in questo Club. Quando scendo in campo con la mia gente e la mia curva mi sento a casa.»

Il ricordo di Buffon

Tra le figure che hanno accompagnato la crescita del portiere c'è inevitabilmente Gianluigi Buffon, incontrato direttamente durante il ritorno dell'ex campione del mondo a Parma:

«Buffon è sempre stato fonte d'ispirazione. L'idolo dei portieri di tante generazioni. Destino ha voluto che ci incontrassimo sulla stessa strada quando lui è ritornato a Parma. Io ero terzo portiere e ho in mente una foto del mio esordio con lui che corre incontro ad abbracciarmi.»

Da Sommer a Ter Stegen: i modelli di Corvi

Corvi osserva con attenzione anche gli altri portieri, italiani e stranieri, cercando di prendere qualcosa dalle caratteristiche dei migliori:

«Mi piace seguire la Serie A e anche i campionati esteri. Come impostazione della parata ammiro Sommer, è una macchina nel preparare i fondamentali. Nel gioco con i piedi Ter Stegen è il più forte. Oggi Svilar è un esempio. Cerco di imparare da tutti e rubare qualche piccolo dettaglio che può fare la differenza. Il nostro ruolo non è semplice, io sono un tipo solitario e amo vivere i match guardando tutto da dietro. Quando ci sono le tue mani a salvare un gol sento la responsabilità ma difendiamo tutti insieme.»

«Mi sono fatto trovare pronto»

L'infortunio di Suzuki gli ha consegnato un'occasione importante, arrivata dopo anni trascorsi ad aspettare il proprio momento. Corvi rivendica la capacità di essersi presentato pronto quando è stato chiamato in causa:

«Credo nel destino ma anche nel lavoro quotidiano. Sono stato fortunato ad avere l'occasione quando si è infortunato Suzuki. Sento di farmi i complimenti da solo perché mi sono fatto trovare pronto dopo anni in cui guardavo le partite da secondo. Sono state bellissime emozioni che terrò con me come quando nel derby con il Bologna della scorsa stagione ho salvato un autogol di Delprato. Ci ridiamo sopra anche oggi.»

Il rinnovo fino al 2030

Il nuovo contratto rappresenta per Corvi il punto d'arrivo di una lunga attesa e, allo stesso tempo, l'inizio di una nuova fase della sua esperienza con il Parma:

«Il rinnovo del contratto con il Parma fino al 2030 è il coronamento del percorso. Prima Buffon, poi Chichizola e ancora Suzuki. Ho avuto la pazienza di osservare e aspettare. Avrò la possibilità di stare tanti anni a casa mia.»

Da Cuesta a Gilardino, poi la sfida all'Inter

Il portiere ha quindi salutato Cuesta, sottolineando il rapporto costruito nell'ultima stagione e mezza, per poi raccontare le prime impressioni sul lavoro con Gilardino. Sullo sfondo c'è già il prossimo impegno contro l'Inter:

«Saluto mister Cuesta, è stato un dispiacere ciò che è accaduto, eravamo molto legati. Abbiamo passato una stagione e mezza incredibile raggiungendo il risultato richiesto. Gli faccio un grosso in bocca al lupo. Con mister Gilardino è stato subito un impatto positivo, è umile, un lavoratore, con grande esperienza nel calcio. Ci siamo trovati bene, lavoriamo per preparare una partita tosta, difficile, ma anche bella e in grande stadio. Siamo carichi per affrontare l'Inter.»

Le parate e l'importanza della famiglia

Infine, Corvi ha spiegato il significato delle sue esultanze dopo gli interventi più importanti e il ruolo fondamentale della famiglia nel permettergli di affrontare serenamente le pressioni:

«Mi piace enfatizzare una parata con una piccola esultanza per caricarmi e dare un segnale ai miei compagni, per dire ci sono, continuiamo così. La mia famiglia e molto unita, con ance le mie sorelle. Mi aiutano a stare sereno e a vivere queste pressioni in maniera positiva e sono contento di averla sempre al mio fianco.»