Dzeko: "Italia più forte della Bosnia, l'espulsione di Bastoni ci ha aiutato"
In un’intervista rilasciata a Marca, l’attaccante e capitano della Bosnia-Erzegovina Edin Dzeko ha parlato di diversi compagni di squadra e di alcune situazioni legate alla nazionale, soffermandosi anche sul proprio percorso recente.
Tra i passaggi più significativi, Dzeko ha espresso apprezzamento per alcuni giovani talenti, dichiarando: "Mi piacerebbe vedere Muharemovic all'Inter. Il ragazzo ha un grande futuro, molta qualità e la mentalità giusta". Riferendosi poi ad Alajbegovic, ha aggiunto: "Alajbegovic ha dimostrato, con i due rigori segnati contro Italia e Galles, di avere personalità e audacia, ha aggiunto Dzeko,."
Il centravanti ha anche ripercorso alcune scelte di carriera e il suo stato d’animo in determinate fasi, affermando: "Addio alla Fiorentina? Non ero felice. Avevo bisogno di giocare di più. Ovviamente, volevo aiutare lo Schalke a tornare in Bundesliga, ma la mia attenzione era rivolta alla preparazione per i playoff contro Galles e Italia."
Sul tema delle partite decisive e delle percezioni esterne prima degli incontri, ha osservato: "Qualificazione contro l'Italia? È normale che Dimarco e Vicario abbiano pensato che fosse più facile giocare contro di noi che contro il Galles. Non ero arrabbiato. L'Italia era sotto pressione perché rischiava di mancare la qualificazione al terzo Mondiale consecutivo, e la stampa ha aggiunto ulteriore pressione. Parlavano di quanto fosse piccolo il nostro stadio, del campo... ma nessuno ha menzionato il fatto che abbiamo una buona squadra, piena di giovani che hanno dimostrato il loro valore".
Italia e la mancata qualificazione
Commentando la situazione dell’Italia, Dzeko ha sottolineato la differenza di forza tra le due nazionali, ma anche alcuni aspetti della partita: "L'Italia è ovviamente più forte della Bosnia, ha aggiunto Dzeko L'espulsione di Bastoni ci ha aiutato, ma anche in dieci uomini avrebbero potuto fare di più. Abbiamo crossato in area 60 volte, e non è facile difendersi da una situazione del genere. Prima o poi si subisce un gol, ed è quello che è successo. Sono il giocatore più anziano e come capitano si ha sempre una maggiore responsabilità. Quando arriva una nuova generazione di giovani giocatori, come nel nostro caso, bisogna guidarli nel modo giusto. Sono molto contento di come sia riuscito ad aiutare la squadra in questi ultimi due anni".
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