San Siro, il TAR chiude il contenzioso: respinti tutti e cinque i ricorsi contro la vendita a Inter e Milan

San Siro, il TAR chiude il contenzioso: respinti tutti e cinque i ricorsi contro la vendita a Inter e MilanTUTTOmercatoWEB.com
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di Martina Musu

Il percorso che ha portato alla cessione di San Siro a Inter e Milan supera anche l'ultimo ostacolo sul piano giudiziario. Il TAR della Lombardia ha infatti dichiarato inammissibili o respinto tutti e cinque i ricorsi presentati contro gli atti amministrativi che hanno accompagnato la procedura di vendita del Meazza da parte del Comune di Milano.

Le contestazioni hanno interessato le varie tappe dell'iter, dalla dichiarazione di pubblico interesse del progetto fino agli atti che hanno condotto alla compravendita dell'impianto. Con le decisioni del tribunale amministrativo si chiude quindi il lungo contenzioso legato alla trasformazione dell'area di San Siro.

Per Inter e Milan si tratta di un passaggio significativo verso il progetto del nuovo stadio. L'idea dei due club prevede la realizzazione di un nuovo impianto nell'area adiacente all'attuale Meazza, che sarà destinato a diventare di proprietà delle società insieme al resto del compendio immobiliare. Del vecchio San Siro, invece, dovrebbe rimanere una parte della struttura esistente.

Il primo ricorso: la contestazione di 67 cittadini

Il primo procedimento era stato avviato da Gabriella Bruschi e da altri 66 cittadini, che avevano impugnato la delibera di Giunta n. 1379/2021. L'atto aveva confermato il pubblico interesse della proposta presentata da Inter e Milan nel luglio 2019, che comprendeva la demolizione del Meazza e la realizzazione di un nuovo polo sportivo e multifunzionale.

La discussione cautelare si era svolta il 15 luglio 2025. Il giorno seguente, con l'ordinanza n. 762/2025, il TAR aveva già respinto la richiesta di sospensione degli effetti della delibera avanzata dai ricorrenti.

Il secondo ricorso: il Gruppo Verde San Siro

Il secondo ricorso era stato presentato dall'Associazione Gruppo Verde San Siro insieme ad altri 52 cittadini. Anche in questo caso il provvedimento contestato era la delibera n. 1379/2021, relativa al riconoscimento del pubblico interesse per il progetto di trasformazione dell'area.

Il 10 ottobre 2025 era stata richiesta una misura cautelare, accompagnata da un decreto urgente. Il presidente del TAR aveva respinto quest'ultima richiesta il 16 ottobre. Durante l'udienza cautelare dell'11 novembre 2025, invece, i ricorrenti avevano rinunciato alla domanda di sospensiva.

Il terzo ricorso: contestata la delibera sulle linee di indirizzo

Un'altra iniziativa giudiziaria, promossa nuovamente dall'Associazione Gruppo Verde San Siro con altri 99 ricorrenti, aveva come oggetto la delibera di Giunta n. 324/2025.

Il provvedimento stabiliva le linee guida attraverso cui il Comune avrebbe proceduto alla vendita dell'intero compendio immobiliare dell'Ambito GFU San Siro, compreso lo stadio Giuseppe Meazza, a Inter e Milan.

Anche in questo caso era stata presentata, il 10 ottobre 2025, una richiesta di sospensione insieme a un provvedimento d'urgenza. Quest'ultimo era stato immediatamente respinto dal presidente del TAR. All'udienza dell'11 novembre, i ricorrenti avevano poi rinunciato alla richiesta cautelare.

Il quarto ricorso: nel mirino l'iter della vendita

Il quarto procedimento riguardava invece la delibera del Consiglio comunale n. 71/2025, approvata il 29 settembre 2025. Con questo atto erano stati individuati gli elementi fondamentali dell'operazione di compravendita del compendio immobiliare di San Siro, comprendente anche il Meazza.

La contestazione si estendeva anche ad alcuni passaggi precedenti alla votazione, tra cui la convocazione delle Commissioni consiliari del 24 settembre 2025, il subemendamento collegato all'emendamento n. 9 della proposta di deliberazione 1323/2025 e la decisione della presidente del Consiglio comunale di considerare decaduti gli emendamenti rimasti senza esame.

Il ricorrente aveva inoltre contestato alcuni atti collegati alla delibera, sostenendo una presunta limitazione delle prerogative di un consigliere comunale. Secondo questa ricostruzione, la Commissione da lui presieduta non avrebbe avuto modo di esprimersi sul provvedimento né di proporre modifiche. Sarebbero inoltre rimasti senza votazione alcuni emendamenti presentati regolarmente.

Il Comune di Milano aveva respinto le accuse, sostenendo che l'intero procedimento fosse stato condotto nel rispetto della normativa, del regolamento dell'assemblea cittadina e delle prerogative dei consiglieri.

Il quinto ricorso: contestato anche il contratto di vendita

L'ultimo ricorso, presentato nel dicembre 2025, aveva puntato direttamente sull'atto di cessione del Meazza. I ricorrenti, oltre a riproporre alcune delle contestazioni già avanzate nei procedimenti precedenti, avevano chiesto anche di dichiarare inefficace il contratto sottoscritto il 5 novembre 2025 tra il Comune di Milano e Stadio San Siro Spa, società partecipata da Inter e Milan che ha acquisito l'impianto.

Al centro della controversia erano finiti gli articoli 1 e 4 del decreto legislativo 38/2021, relativo alla disciplina degli impianti sportivi. Secondo i ricorrenti, l'amministrazione comunale avrebbe applicato in modo non corretto le norme relative alla semplificazione delle procedure.

Il Comune ha sostenuto invece la piena legittimità del proprio operato, richiamando sia la legge delega 86/2019 sia il d.lgs. 38/2021. Per l'amministrazione, le disposizioni contenute nell'articolo 4, considerate nella loro interezza, prevedono l'applicazione delle norme sulla semplificazione e sull'incentivazione anche a situazioni come quella di San Siro, in virtù di quanto previsto dal comma 13.

Con le pronunce del TAR Lombardia si conclude così il contenzioso amministrativo che ha accompagnato la vendita del Meazza. Per Inter e Milan, il via libera rappresenta un ulteriore passaggio verso la realizzazione del nuovo impianto e la conseguente riqualificazione dell'intera area di San Siro.