Buongiorno, mi chiamo Francesco
Scoprire intorno al minuto numero venti di Udinese-Cagliari che il signor Marco Pisano è uno dei giocatori con più presenze in rossoblu sveglia dal torpore di una telecronaca che sonnolenta è dir poco. Non se ne abbia a male comunque "Bombetta", magari invece che a lui si stava pensando a un altro sardo, chessò... magari a Marco Carta, visto che siamo in clima post festival e il cantante sardo è una delle tre voci provenienti da "Amici" che vince Sanremo negli ultimi quattro anni. Pisano si chiama Francesco – lo annoti pure, chi s'è confuso – anche se una sbavatura ci può pure stare. Purchè poi qualcuno da studio avverta il latore del "telecronistico autogol". Come "memo", annotata l'atmosfera canzoniera, consiglio "Io sono Francesco" cantata da Tricarico.
E' l'apice di una chiacchierata fra voce principale e spalla, nel corso della quale l'ex di turno (tre anni all'Udinese) al microfono ricorda perfino che un panchinaro dei friulani ha giocato con suo figlio. Ma la pay tv si paga per avere notizie o per scoprire i fatti privati, i vizi e le poco pubbliche virtù? C'è un fallo di mano nell'area dei bianconeri nel secondo tempo, se ne accorge il regista che almeno lo propone una volta al rallentatore, invece c'è il silenzio assoluto da parte delle voci del match. Che offre un punto al Cagliari su un campo ostico e per lo meno l'assenza di news di mercato su Radja e Astori. Si vede che le indiscrezioni provenienti dalla Russia "tirano" meno, ma molto meno, di quelle legate a Juventus e Milan. Pure se oltre gli Urali offrono di più. Forse non è una casualità e faccio bene a pensar male.
