Ci risiamo, riecco "funerale" Causio
Non è che Sampdoria-Cagliari regali sussulti, a parte la rabbia dei doriani che sognavano di far polpette d’una squadra senza cinque titolari e un altro paio di pedine fondamentali. A smorzarla ulteriormente, la sfida di giornata, ci pensano come al solito i “detentori del verbo” che seguono la sfida del Ferraris per Sky. Il primo, pagato per fare il telecronista, non azzecca il nome d’un cagliaritano e a un certo punto s’è corso il rischio, nel sonno generale, d’aver sbagliato canale visto e considerato che lo sfarfallio di nomi costringe perfino a riprendere fra il primo e il secondo tempo l’album della Panini e il dizionario Garzanti per capire dove giocano gli eroi da loro citati e svelare certi arcani dialettali. Per tacere poi degli scambi di persona, confondere Astori con Conti è all’ordine del giorno, invertire poi il capelluto Barone col rapato Ragatzu è l’apice della montagna di sbagli.
Come se non bastasse ci si mette pure “funerale-Causio” a smorzare la partita, col suo parlare sommesso e la sua antipatia più volte mostrata nei confronti del Cagliari. La sensazione, rimarcata già altre volte, è che a certi “opinionisti” disturbi non poco seguire il Cagliari e non la propria squadra del cuore. Non piace loro fare turn-over, cosa invece ovvia visto e considerato che le spalle chiamate a offrire il commento tecnico alle sfide sono solo ex giocatori di Juventus, Inter, Milan, Roma e Lazio. Del Napoli ce ne sono solo un paio (di ex), ma lì, in quel caso, bastano i giornalisti-tifosi, quelli che riescono a lacrimare quando Lavezzi e Quagliarella vanno in gol. Qualcuno potrà dire: ma come ex cagliaritano c’è Virdis… ma l’avete mai sentito? Per lui esiste il Milan, altro che Cagliari. Siamo figli di nessuno, da sempre. Comunque, orgogliosi di esserlo.
