Quando gli ex calciatori hanno la memoria corta
Caro (si fa per dire) Sandro Mazzola, alcune sere fa m’è capitato di sentire la tua voce a Zona Cesarini, storica trasmissione di Radio Rai. Parlavi dello scudetto conquistato dall’Inter nella stagione 1970/71 ed esaltavi in maniera tutt’altro che veritiera la cavalcata vincente della tua amatissima Inter. T’ho sentito parlare con enfasi di Burgnich e Facchetti, d’Invernizzi e d’una tabella che i vecchi dello spogliatoio nerazzurro stilarono per arrivare primi al traguardo finale. Tutto romanticissimo, oserei aggiungere “tutto molto bello”, come esternerebbe un ex cronista della tv di Stato, Bruno Pizzul. Peccato solo che tu, brizzolato “baffo” dell’opinionismo nazionalpopolare, non abbia sottolineato, nel corso dell’amabile chiacchierata con quelli di Saxa Rubra, che si trattava d’un amarcord di parte, surreale. Inverosimile, distante dalla realtà, mi viene d’aggiungere. E’ come se avessi raccontato la favoletta dei tre porcellini spiegando che il lupo scappa da loro e non viceversa. O, altro paragone, è come se Pinocchio non avesse mai detto bugie. Chiaro il riferimento alle favole, visto che nella tua descrizione mi pare d’aver ascoltato irrealtà, e non la constatazione dei fatti avvenuti. L’Italia in bianco e nero, ricordi, caro Sandro Mazzola? Ti dice nulla la data 25 ottobre 1970? A noi, fede rossoblù, fa pensare a una nostra vittoria ottenuta nel tuo stadio, fu un tre a uno che ridicolizzò la Beneamata.
Strana dimenticanza la tua visto che c’eri, segnasti il gol dell’onore, a due minuti dalla fine, dopo che Riva due volte e Domenghini avevano fissato il blitz cagliaritano. Per la cronaca, ti ricordo pure che al termine di quella sfida domenicale, il Cagliari consolidò la prima piazza, mentre l’Inter stazionava a centro classifica, settima posizione. Sì, è vero, s’era appena alla quarta giornata di campionato, ma sai perfettamente – da grande sportivo quale sei stato – che il Cagliari all’epoca era un ciclone temuto da tutti, solo la “sfiga” l’avrebbe potuto castigare. Già, la sfiga… Ricordi pure cosa accade sei giorni dopo quell’ubriacatura di gioco e gol offerta dai rossoblù nel tuo stadio? Maledetta “sfiga”, Riva fu azzoppato da un difensore austriaco (Hof, morto qualche anno fa vittima d’un male incurabile) al Prater nel corso d’una partita che neanche avrebbe dovuto giocare, visto che aveva la febbre. Ma pure la Nazionale non poteva rinunciare a uno come lui, Valcareggi lo sapeva bene. Così Riva, offeso a un arto per la seconda volta in Azzurro, rimase lontano dai campi tutto il campionato. Che, certo, fu vinto dall’Inter. Ma solo per gli annali. Il Cagliari, senza l’uomo simbolo e col morale sotto i tacchi, chiuse quel campionato al settimo posto. Tòh, guarda il caso, la stessa piazza occupata dalla tua squadra dopo quell’1 a 3 che ti sei (casualmente?) dimenticato di citare a Radio Rai.
