Romano sotto accusa, ma i problemi dell’Italia sono altri: il punto di Arba e Cornacchia

Romano sotto accusa, ma i problemi dell’Italia sono altri: il punto di Arba e Cornacchia
Oggi alle 22:15Approfondimenti
di Vittorio Arba
Cagliari, Arba e Cornacchia difendono Romano dopo Italia-Belgio: "Critiche eccessive, serve fiducia ai giovani". Nel mirino stampa e nuovo corso azzurro.

Nono appuntamento con la rubrica della domenica sera, targata TuttoCagliari.net, dove i nostri Vittorio Arba e Giancarlo Cornacchia esprimono le loro impressioni sui principali casi di giornata riguardanti il Cagliari. L'episodio odierno non poteva che essere dedicato alle polemiche post Italia-Belgio, con il debutto di Alessandro Romano, centrocampista rossoblù al debutto in azzurro, finito nel mirino delle critiche di una parte di stampa nazionale.

Vittorio Arba: "Ciao Giancarlo! Inutile negare che, in questa sosta lunghissima per le nazionali, l’argomento del giorno non può che essere quello legato alle polemiche per l’errore di Alessandro Romano in Italia-Belgio e alle eccessive critiche giuntegli da una parte della stampa. Quando le cose vanno male, si tende sempre a cercare un capro espiatorio. È così in tutti i campi: nel campo politico, nel campo sociale e nel campo sportivo, soprattutto in Italia quando si parla di calcio. È il caso che si sta verificando anche in questi giorni, dopo la prima sconfitta in Nations League della seconda Italia di Roberto Mancini, del suo Mancini bis. Il capro espiatorio è stato individuato, io direi ingiustamente, in Alessandro Romano, centrocampista del Cagliari, convocato dopo averlo strappato, tra virgolette, alla nazionale svizzera, dove ha fatto tutta la trafila delle giovanili. Basta un errore alla sua prima gara in nazionale da titolare e subito a crocifiggerlo con voti, votacci e commenti, tra cui un 4 e mezzo della Gazzetta dello Sport, che ha già giubilato il giocatore, ha già bocciato il giocatore. Peccato che il vero problema sia un altro: la meritocrazia, la mancanza di meritocrazia. Manca oggi, è mancata in passato: negli anni ’80, negli anni ’90, negli anni 2000, quando giocatori che meritavano di giocare, di essere convocati, non sono stati convocati. Soltanto che la differenza è sostanziale: allora ci si poteva permettere di lasciare determinati giocatori a casa; stavolta non è possibile. E in queste convocazioni di Mancini meritocrazia ce n’è, ma c’è anche tanta non meritocrazia. Alessandro Romano meritava di giocare, meritava di essere convocato, meritava di essere lanciato dal primo minuto e meritava, e merita, di sbagliare. Pertanto, non troviamo sempre il solito capro espiatorio. Cerchiamo di vedere quali sono i veri problemi di una nazionale da rifondare dopo tre Mondiali consecutivi a cui non ha partecipato. I problemi sono tanti, sono alle fondamenta, perché il pesce puzza sempre dalla testa. E soprattutto in un periodo come questo, dove il campionato starà fermo per 20 giorni e non è passata nemmeno una settimana, ecco, quando magari non si hanno argomenti da trattare o si sa poco di quello che si dice, forse sarebbe meglio tacere e riprendere a parlare, se si hanno le facoltà, quando magari ricomincerà il campionato. Qual è il tuo parere a riguardo, sia per quanto riguarda la prestazione di Romano sia per le polemiche delle ultime quarantotto ore?"

Giancarlo Cornacchia: "Ciao Vittorio! Condivido appieno quanto hai detto! Come si può 'crocifiggere in sala mensa' come accadeva al povero Fantozzi un ragazzo che ha esordito in nazionale, con merito, tra l'altro, e che può commettere errori, così come molti altri? Come si può gettare tutto questo fango mediatico per un errore che, seppur pesante, avrebbe potuto commettere qualunque altro giocatore azzurro? E se lo stesso errore fosse capitato a Barella, a Pio Esposito, o Donnarumma? Ma è ovvio! Sarebbe passato in cavalleria! Questo perchè molti colleghi, o presunti tali, si fanno condizionare dal club di appartenenza del giocatore stesso, dimostrando la propria servilità per gli stessi club. Ma dato che Romano gioca nel Cagliari, ecco che il bersaglio è bello che  servito! Dico apertamente che chi critica Romano NON CAPISCE NIENTE DI CALCIO, e lo scrivo a caratteri cubitali, proprio perchè trattasi della pura e sacrosanta verità. Altra cosa davvero insopportabile, è il classico vizio italiano di riempirsi la bocca di bei discorsi tipo "dobbiamo far giocare i giovani", "i giovani devono crescere", "i giovani sono il futuro della nazionale", "se la nazionale non cresce è perchè i giovani non giocano". Il classico vizio italiano di parlare, parlare, parlare, e poi con i fatti si dimostra tutta l'ipocrisia del caso. Bisogna entrare nell'ordine di idee che se la nazionale non si qualifica ai mondiali da ben tre edizioni a questa parte, la colpa forse è proprio delle stesse vecchie teste che stanno nelle rispettive 'poltrone': dai dirigenti, al commissario tecnico, agli stessi giocatori. Perchè richiamare Mancini quando si poteva contare su un ct come Silvio Baldini che aveva imbastito una determinata tipologia di lavoro, atta proprio a far crescere i giovani? E' vero, sto uscendo fuori dall'argomento principale, ma di fatto, se ci pensassimo bene, è tutto correlato. I giovani come Romano hanno bisogno di fiducia, e non di essere lapidati al primo errore, poichè si rischia di demotivarli. Poi non ci si deve lamentare se i giovani non riescono a rendere per quello che sono. Ora vedremo le prossime tre partite se Mancini riproporrà il ragazzo, e poi potrà tornare in Sardegna, nella sua isola felice, dove sa che potrà trovare la sua gente a confortarlo. Intanto, alla faccia delle critiche, Romano ha già solleticato gli orecchi delle grandi società italiano. Grazie Vittorio per la nostra consueta conversazione. E' come sempre un piacere!"