Sebastiano Esposito, perché a 24 anni non gioca ancora in una big? La sua carriera parla da sola

Sebastiano Esposito, perché a 24 anni non gioca ancora in una big? La sua carriera parla da solaTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 21:00Approfondimenti
di Vittorio Arba
Sebastiano Esposito, talento e limiti caratteriali: l'analisi della carriera dopo gli elogi di Caressa. Il Sassuolo come occasione per trovare continuità.

In questi giorni non sono mancati gli attestati di stima nei confronti di Sebastiano Esposito, partito dal primo minuto con la maglia dell'Italia contro Turchia e Francia. Tra questi c'è anche quello di Fabio Caressa, che attraverso i propri canali si è soffermato sull'attaccante di proprietà del Cagliari, attualmente in prestito al Sassuolo: "Ho una domanda su una delle chiavi dei motivi per cui il calcio italiano va in difficoltà. Com'è possibile che un giocatore con la tecnica di Sebastiano Esposito e uno con la forza di Kayode non solletichino l'attenzione delle big italiane, che prendono un branco di pippe all'estero? In mano a chi sono state queste decisioni? Chi ha avuto in mano le sorti di queste squadre?".

Sebastiano Esposito, perché a 24 anni non gioca ancora in una big?

La domanda posta da Caressa

Una domanda legittima, alla quale però, almeno per quanto riguarda Esposito, si può provare a dare una risposta guardando alla sua carriera. Tralasciamo per un momento i motivi che hanno portato alla convocazione in Nazionale, carenza di qualità nel reparto offensivo compresa. Del suo avvio di stagione con il Sassuolo, finora, le cose maggiormente degne di nota sono state i certificati di agosto e il gol realizzato contro la Juventus, arrivato alla prima presenza da titolare con la nuova squadra dopo il lungo stress vissuto durante l'estate. Una situazione dalla quale, fortunatamente, il giocatore sembra essersi ripreso alla grande.

Perché continua a cambiare squadra?

Ma allora perché un calciatore con la sua tecnica, a 24 anni, non gioca ancora in una big e continua a cambiare squadra praticamente ogni stagione? La mia lettura è piuttosto semplice: il problema, finora, è stato soprattutto la testa. Perché senza quella, senza continuità nel lavoro e senza la capacità di inserirsi stabilmente all'interno di un gruppo, il talento tecnico da solo difficilmente può bastare per arrivare ai massimi livelli.

Il tema caratteriale nella sua carriera

Senza neppure tornare sul caos vissuto a Cagliari appena due mesi fa, con l'aggravante che questa avrebbe dovuto rappresentare la stagione della definitiva maturazione, basta ripercorrere alcune tappe della sua carriera. Quanto accaduto al Basilea nel 2021-22 - con l'alibi dell'età, visto che Esposito aveva appena 19 anni - e alcune dichiarazioni degli allenatori che lo hanno avuto successivamente al Venezia e all'Anderlecht raccontano come il tema caratteriale abbia accompagnato più volte il suo percorso.

Il talento non è mai stato in discussione

Eppure il talento non è mai stato in discussione. Da ragazzino Esposito era considerato uno dei calciatori più forti della propria generazione. A 16 anni faceva la differenza anche contro avversari di due o tre anni più grandi nel campionato Primavera: chi scrive ebbe modo di vederlo dal vivo anche in un Cagliari-Inter della stagione 2018-19. Proprio per questo fa riflettere il fatto che, nonostante qualità tecniche evidenti e aspettative altissime fin da giovanissimo, per diversi anni abbia navigato tra esperienze all'estero e Serie B. Quella attuale, senza considerare le prime apparizioni con l'Inter di Antonio Conte nel 2019-20, è solamente la sua terza stagione a tutti gli effetti in Serie A.

L'Inter non ha mai puntato definitivamente su di lui

Ed è qui che si torna inevitabilmente al punto di partenza. Se l'Inter, dopo anni di prestiti, non ha deciso di puntare definitivamente su di lui, evidentemente il solo talento non è stato sufficiente per convincere il club nerazzurro a costruire intorno a Esposito un progetto a lungo termine.

Sassuolo come nuova occasione

Adesso, però, il presente gli offre un'altra opportunità. Dopo quanto accaduto durante l'estate, se Esposito vuole davvero arrivare un giorno in una big dovrà innanzitutto disputare una grande stagione con il Sassuolo e convincere il club neroverde a riscattarlo per gli 11 milioni previsti dagli accordi con il Cagliari. Anche perché l'alternativa sarebbe il ritorno in quella Cagliari lasciata tra le polemiche appena due mesi fa. Poi verrà tutto il resto.

La possibilità di cambiare il corso della carriera

Se avrà davvero messo la testa a posto, se riuscirà a trovare continuità di rendimento e se dimostrerà di poter essere decisivo per un'intera stagione, allora potrà nuovamente ambire a un palcoscenico più importante. Dipende, naturalmente, anche da cosa si intende per "big". Perché la possibilità di costruirsi una carriera stabile in una squadra di primissima fascia Esposito l'ha già avuta, soprattutto negli anni dell'Inter, e almeno finora non è riuscito a sfruttarla. A 24 anni, però, il tempo per cambiare il corso della propria carriera c'è ancora. Il talento non è mai stato il problema. Adesso toccherà a Sebastiano Esposito dimostrare che tutto il resto può finalmente andare nella stessa direzione.

Il punto interrogativo resta aperto

Il limite di Sebastiano Esposito finora è stato davvero la testa oppure ha semplicemente avuto bisogno di tempo e del contesto giusto per esprimersi con continuità?