Cacciatore: "Nel settore giovanile si pensa troppo a vincere. Io farei un terremoto"
L’ex terzino di Cagliari e Chievo Fabrizio Cacciatore, intervenuto ad Arena Sportium.fun, ha affrontato il tema della formazione dei giovani calciatori e del percorso degli allenatori nei vivai italiani. Secondo Cacciatore, uno dei problemi principali è rappresentato dall’eccessiva importanza attribuita al risultato anche nelle categorie di base.
“Un allenatore in Italia per fare carriera deve vincere, ma anche nel settore giovanile. Cioè nel settore giovanile ci sono allenatori: ‘Ah, devo vincere l’Under 12 perché se vinco l’Under 12 la società mi ha promesso che prossimo anno alleno l’Under 15’”.
L’ex rossoblù ha quindi spiegato come, a suo giudizio, dovrebbe essere riorganizzato il percorso di crescita:
“Se ne esce con… sai cosa farei? Un terremoto. Fino a una certa età allenatori di base, nel senso tecniche di base. Poi a un certo punto, quando cominciano a fare i campionati élite, quindi da 14 anni in poi, un allenatore si prende quei giocatori là”.
Cacciatore propone inoltre maggiore continuità nel rapporto tra tecnico e gruppo:
“Secondo me io farei questo: dall’Under 14 se li porta fino almeno all’Under 18. Cioè continua un percorso. Poi è normale che magari nella Primavera c’è l’allenatore. Però è così il percorso. Perché poi cosa succede? Dall’Under 14, l’anno dopo questi passano all’Under 15 con un altro allenatore”.
