Esposito a Vivo Azzurro TV: "Con Pio abbiamo fatto tornei con l'Inter, ma rappresentare la Nazione è tutt'altra cosa"
Sebastiano Esposito ha parlato ai microfoni di Vivo Azzurro TV dopo aver ricevuto la sua prima convocazione con la Nazionale italiana. L'ex Cagliari si è soffermato sulle emozioni della chiamata in azzurro, sul rapporto con i fratelli Pio e Salvatore, sull'esordio all’Olimpico contro il Belgio e sul percorso nelle selezioni giovanili.
Cosa ci ha detto Mancini? "Di godercela. In generale venire in Nazionale è strepitoso e a volte fatichi a godertela per le emozioni che provi. Farlo con tuo fratello è ancora più bello, ci ha dato suggerimenti di campo per rendere meglio".
Esordire in casa, all’Olimpico, contro il Belgio: "Sicuramente aiuta, per come viviamo il calcio in Italia. Sarà un’emozione ancora più bella, ma a prescindere da casa o fuori ci teniamo a fare benissimo e cercheremo di portare a casa punti".
Quanto è stato fondamentale il percorso in Under 21? "Fondamentale e bellissimo. Per capire ancora di più l'importanza della nazionale, non che ce ne fosse bisogno, però entrare nel giro e iniziare a fare competizione. Io ho fatto un Europeo Under 17 e ho perso una finale: qui da piccolo ti insegnano gli onori e gli oneri della Nazionale. Capirlo da piccoli ti porta avanti, verso la vita e lo stemma che stai indossando. Emozione sicuramente diversa, anche se di tornei con l'Inter ne abbiamo fatti entrambi (si riferisce al fratello Pio) e siamo stati fortunati sotto questo aspetto. Rappresentare la tua nazione, però, è tutt'altra cosa.
Il fratello minore Pio e un aneddoto curioso: "Da piccolo lo mettevamo sempre in porta: era basso, facevamo un po' di nonnismo io e Salvatore. L'avevamo quasi convinto a fare il portiere. Meno male che non è successo".
Il legame con le origini: "Per noi è un orgoglio venire da Castellammare. Abbiamo visto e girato tante città belle, soprattutto io, anche all'estero. Ma rimane la città più bella del mondo, alla quale siamo più legati. Ogni volta che possiamo tornare, lo facciamo. E aiutiamo le persone di lì".
La famiglia: "Siamo fortunati. Grazie alla nostra famiglia, brava a costruire e a rendere più forte tra noi. Non ci sono mai stati litigi, però siamo sempre stati molto legati tra di noi. Un legame costruito sulla base dell'amore. Ma quando Pio sbaglia un gol lo prendiamo in giro. E capita spesso (ride, ndr)".
Il campo del rione Cicerone rivalutato: "Prima di venire qua siamo stati a Cicerone e Pio non si ricordava il campetto prima, era in cemento. Io avevo 4-5 anni, lui 2, e il Comune l'ha rifatto. Con il passare degli anni si è rovinato, nessuno l'ha voluto rimettere a posto, ma per noi è stata la nostra infanzia. Tutti i momenti e i minuti della nostra infanzia li abbiamo passati lì dentro. Tornavamo da scuola calcio mamma urlava. Noi avevamo e abbiamo questa passione. Il campetto ci ha aiutato tantissimo. Vogliamo riportare i ragazzi sulla retta via oggi. È facile prendere la brutta strada. Il campetto come sfogo. I bambini giocano insieme a noi. Se vediamo un pallone, ci buttiamo dentro. Poi è stato fatto bene il campo".
Le sensazioni verso i quattro impegni di Nations League: "L'emozione è tanta, non vediamo l'ora di arrivare a venerdì. Vogliamo affrontare questa emozione e abbiamo la fortuna di avere entrambi un pizzico di incoscienza"."
