Cecchi: "Io Seba Esposito non lo avrei convocato in Nazionale. I certificati medici anche no, le offese al Ds anche no"
La convocazione di Sebastiano Esposito in Nazionale riaccende il dibattito sulle vicende che hanno coinvolto l'attaccante durante l'estate, quando vestiva ancora la maglia del Cagliari. A intervenire sulla questione è stato il giornalista Stefano Cecchi, ai microfoni di Radio Sportiva, esprimendo forti perplessità sia sulla chiamata in azzurro sia sul comportamento tenuto dal giocatore nella fase conclusiva della sua esperienza in Sardegna. Attualmente in prestito al Sassuolo, Esposito è stato protagonista di prestazioni che hanno ricevuto apprezzamenti sul piano tecnico. Per Cecchi, tuttavia, il rendimento sul campo non dovrebbe essere l'unico criterio per valutare un calciatore.
Il giornalista ha spiegato di aver già espresso in passato la propria contrarietà alla convocazione dell'attaccante, mettendo al centro del discorso il rapporto tra talento sportivo e comportamento personale.
"A volte mi sento a disagio a parlare di Sebastiano Esposito. Perché anche a questi microfoni più volte ho detto che Esposito, per quello che ha fatto quest'estate, io in Nazionale non l'avrei convocato. Trovandomi ad essere in minoranza. Perché poi Esposito va in Nazionale e, da un punto di vista tecnico, prende applausi meritati sul campo. Ma c'è solo il campo a determinare una convocazione? E la vicenda Sebastiano Esposito ci pone questa domanda che per me è veramente esistenziale, è una domanda fondamentale: se tu hai il talento, puoi permetterti tutto? Il talento è l'unico metro sul quale io misuro il mio applauso? Per me no, io appartengo alla scuola dell'ascoltatore. Siccome il calcio non è necessario, il calcio è una meraviglia perché è un qualcosa che rende migliore la vita, ma attraverso la passione, non attraverso il bisogno!".
Il caso Cagliari e le polemiche della scorsa estate
Nel suo intervento, Cecchi è tornato poi sulla vicenda che ha accompagnato la conclusione dell'esperienza di Esposito al Cagliari. Il giornalista ha richiamato la questione contrattuale e le tensioni che, secondo la sua ricostruzione, si sarebbero verificate tra il giocatore e il club rossoblù. ììLa critica riguarda soprattutto il rischio che le prestazioni positive di un calciatore finiscano per mettere in secondo piano comportamenti ritenuti discutibili.
"Allora, perché io mi devo appassionare e applaudire giocatori che hanno quel comportamento lì e procuratori che davvero vanno oltre il loro ruolo? Qual è il problema? Sebastiano Esposito è arrivato al Cagliari lo scorso anno dopo che l'Empoli retrocede. Il Cagliari gli fa un contratto nuovo e l'anno dopo, siccome fai un buon campionato, vuoi ridiscutere tutto. Per carità, è anche legittimo, provaci. Ma se l'altra società non ritiene che sia il momento di cambiare il contratto, i certificati medici anche no, le offese al Ds anche no. Ma se tu dimentichi tutto questo e in base al primo gol fatto o alla prima gara buona fatta cancelli tutto il resto, tu legittimi quel comportamento! Tu racconti non soltanto a me, ma al mondo del calcio e al ragazzino che si avvicina adesso al calcio, che non importa se tu sei una persona con dentro un'anima d'acciaio o una persona perbene, no! Conta soltanto il tuo talento. Se tu sai scartare un uomo o sai stoppare la palla puoi permetterti di fare tutto ciò che vuoi. Esiste solo nel calcio questa roba qua, nella vita non esiste".
