Italia, Zazzaroni: "Siamo stati splendidi. Mi sono piaciuti in particolare Seba Esposito, Fagioli, Frattesi e Kayode"
Nel suo editoriale sul Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni si è soffermato sulla prestazione degli Azzurri, evidenziando in particolare la giovane età della squadra e alcune caratteristiche che hanno storicamente contraddistinto il calcio italiano.
"Ci sono tante buone ragioni per cominciare ad amare questa Nazionale che non ha ancora 25 anni (24,6 l'età media della formazione iniziale). Alcune, le principali, le abbiamo ricavate ieri sera dal test dello Stade de France".
Secondo Zazzaroni, la squadra ha mostrato un mix tra elementi moderni e caratteristiche più tradizionali del calcio italiano, a partire dalla solidità difensiva e dalla capacità di ripartire.
"A me è bastata la prima per ritrovare il piacere di assistere a qualcosa di nostro, a una prestazione da Italia pura e tradizionale, pur se con evidenti accenti di contemporaneità. La buona difesa è la storia del nostro stare al mondo, delle ferite che il campo ci ha inflitto, della nostra capacità di elaborarle. Il contropiede è la risposta, la reazione, per noi è natura".
I singoli: da Esposito a Kayode
Nel suo commento, Zazzaroni ha poi dedicato attenzione anche alle prestazioni individuali. Tra gli aspetti maggiormente apprezzati ci sono stati l'atteggiamento, la concentrazione e la disponibilità al sacrificio mostrati dall'intero gruppo.
"A livello di attenzione e spirito di sacrificio siamo stati splendidi: mi sono piaciuti in particolare Sebastiano Esposito, Fagioli, Frattesi e Kayode, nel complesso tutti hanno giocato con lucidità e personalità. Tra i migliori anche Bastoni, Vergara, subito efficace e aggressivo, ma anche Pio, che ha lottato a lungo, preso in mezzo da Jacquet e Upamecano".
