Bressan: "A Maran sono molto legato, se sono allenatore dei portieri lo devo a lui"
Tre anni in serie B a Varese - esperienza arrivata dopo Sassuolo, Grosseto, Arezzo, Pavia, Treviso, Spezia - prima di chiudere a Cesena. Questo il percorso di Walter Bressan, classe 1981, portiere ricordato ancora oggi dai biancorossi. L'ex numero 1 è ancora adesso nel mondo del calcio, svolgendo il ruolo di preparatore nel Cagliari. Queste alcune sue dichiarazioni al sito Varesenoi.it:
ALBORI. "Premesso che provengo da una famiglia di sportivi, grazie a mio padre che ha giocato anche lui a calcio per diverso tempo la passione per il pallone è mi è stata tramandata fin da piccolo. Ho iniziato a giocare nella squadra del mio paese, per poi essere notato a 13 anni da un osservatore dell'Atalanta: lì ho avuto la fortuna di completare tutto il settore giovanile e di arrivare alla prima squadra"
IL RUOLO DI PORTIERE. "Da bambino ho iniziato da attaccante, poi mi è venuto subito naturale buttarmi nel fango, perché mi esaltavo quando facevo i tuffi per andare a parare i tiri dei miei amichetti. Inoltre mi ha da sempre affascinato l’abbigliamento del portiere: i guanti, il cappellino... E la sfida con te stesso mi caricava tantissimo. Ho sempre pensato che in questo ruolo si debba prestare attenzione sia ai propri compagni che agli avversari"
ROLANDO MARAN. "A Maran sono molto legato. L'ho conosciuto proprio a Varese ed è nata una grande stima. È un mister molto carismatico, con una grande preparazione e grandi doti professionali ed umane. Riesce a far emergere le qualità individuali del singolo e a creare gruppo: l'esempio di quanto affermo sta in quello che fa fatto nella sua esperienza a Varese. Se sono allenatore dei portieri, infine, lo devo a lui: ho ascoltato i suoi consigli"
