Giuseppe D'Aniello: "Se penso al rifiuto di Riva alla Juventus per restare al Cagliari..."
L'ex segretario e direttore generale del Varese in B, Giuseppe D'Aniello, ora alla Ternana insieme a Stefano Capozucca, ha rilasciato una lunga intervista a varesenoi.it. Di seguito un breve estratto delle sue dichiarazioni su azzurri, Italia e di Mancini...
"Se si analizza l’aspetto prettamente razionale, diventa forse complicato oggi rinunciare ad ingaggi cosi favolosi. Però a volte, a mio avviso, bisogna guardare il contesto, il ruolo che si occupa ed il momento. Mancini era il commissario tecnico, aveva un ruolo importantissimo a livello internazionale. Essere allenatore degli azzurri è e deve essere l’orgoglio nazionale, dove ogni italiano si identifica. Nello specifico, non condivido il modo e la maniera adottate da Mancini, anche in vista degli impegni della nazionale che doveva affrontare: a mio avviso avrebbe dovuto nel caso gestirlo meglio. Questa è la mia opinione fatta con il cuore di tifoso italiano.
Posso dire sinceramente che leggendo le storie di tanti campioni di un calcio romantico, mi è rimasto impresso il rifiuto di Gigi Riva di andare alla Juventus per una cifra molto alta negli anni '70. Il bomber rinunciò proprio per attaccamento alla maglia del Cagliari, ai suoi tifosi e alla Sardegna: credo che per lui quel trasferimento sarebbe stato vissuto come un vero tradimento. Un grande calciatore, un grande uomo e un grande dirigente sportivo che ha anche segnato la storia della nostra nazionale"
