Il Pagellone del 2011-2012 - Centrocampo e attacco: Conti e Cossu in declino, Pinilla salvatore della patria

Il Pagellone del 2011-2012 - Centrocampo e attacco: Conti e Cossu in declino, Pinilla salvatore della patriaTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Nicolo' Zangirolami/Image Sport
mercoledì 16 maggio 2012, 09:00News
di Fabio Frongia

La rivoluzione estiva ha, come prevedibile, lasciato il segno. "Centrocampo ottimo nei titolari e da valutare nel lungo periodo, attacco tutto da scoprire". Così, telegraficamente, si giudicava l'operato rossoblù sul mercato, poco meno di un anno fa. L'andamento della stagione più deludente dell'ultimo lustro ha confermato le previsioni avanzate alla lettura dei due reparti che proviamo a prendere in esame e giudicare per quanto visto sul rettangolo verde.

CENTROCAMPISTI

Davide Biondini 6.5 - Metà stagione con un rossoblù addosso, l'altra metà con un altro. L'addio di gennaio, per approdare al Genoa, tradisce la passione per i due colori. Il romagnolo gioca la prima parte di torneo sotto la guida di Ficcadenti, corre come al solito e si ritrova a essere uno dei leader della mediana e della squadra, che veleggia tranquilla nella parte sinistra della classifica. Ma il futuro è scritto: l'accordo sul rinnovo non c'è, il Biondo ha voglia di un'esperienza nuova e le strade si separano, senza rancore o ruggine. L'avvenire dice Genoa, e chissà che i patemi vissuti in Liguria non abbiano scatenato il pentimento per aver lasciato l'amata Isola. Il voto avrebbe meritato di essere abbassato proprio per la scelta, rivelatasi sbagliata.

Nicolas Bovi s.v. - Dopo l'arrivo dalla Reggiana, tanta panchina e nessuna presenza in prima squadra. Cinque le partite con la Primavera, una rete. Il centrocampista emiliano andrà probabilmente in prestito a farsi le ossa, per permettere a lui di crescere e ai tifosi di valutarlo per le sue capacità. Rientra nella linea sposata dalla società di acquistare giovani in grado, magari, di rappresentare il futuro rossoblù e miniere d'oro in sede di calciomercato, alla stregua degli affari del passato. Qualche minuto in campo a partita decisa (vedi Cesena) glielo si poteva concedere, no?

Pablo Ceppelini 5 - Il ragazzo si farà? Per ora, non è pronto per determinati scenari. Un campionato in Serie B o Lega Pro gli farebbe bene, ne siamo convinti. Fisico gracile e doti tecniche tutte da scoprire non possono trarre beneficio da qualche scampolo di gara nella massima serie. Inqualificabile il comportamente tenuto durante la partita contro il Torino Primavera: la testa dovrebbe essere il punto di partenza per fare il salto di qualità e lasciare il segno nel BelPaese.

Daniele Conti 5.5 - La luce del regista romano si accende sempre più a intermittenza. Partite giocate da trascinatore (su tutte quella fondamentale contro il Catania) e altre vissute in modo sparagnino e deleterio per le sorti del gruppo. La mancanza di soluzioni e la riconoscenza, accompagnata dalla generale assenza di pericoli di classifica, hanno permesso di non pagare troppo il rendimento opaco. Ma il momento di chiarirsi pare arrivato. Progettare il futuro tecnico della squadra vuol dire anche ripensare il ruolo di giocatori da sempre chiave di volta della realtà cagliaritana. Affiancare a Conti un giocatore giovane ma pronto per affidargli responsabilità in cabina di regia è incombenza ineludibile, a meno che non si voglia rischiare di ritrovarsi nel mezzo del guado senza la soluzione all'inevitabile appannamento del capitano.

Andrea Cossu 5.5 - Discorso pressoché identico a quello riguardante il capitano. Voto insufficiente perché dal leader (emotivo ma anche tecnico) della squadra è lecito aspettarsi sempre qualcosa in più. Gli anni passano, il trottolino cagliaritano non è più l'imberbe furetto che può giocare a ritmi elevati per 30 partite. Occorre una valida alternativa, se ancora si vuole puntare su un dato sistema di gioco. 6 assist sono una miseria per colui che nell'ultimo lustro è stato riconosciuto come uno dei migliori trequartisti del campionato, arrivando in Nazionale e alla soglia del Mondiale. Qualche problema muscolare lo ha frenato, ma la nota più negativa è quella relativa a un chiaro nervosismo, anche verso i compagni, che gli ha dato cartellini gialli e tolto lucidità per guidare il gruppo come faceva (e si spera torni a fare) nel recente passato.

Daniele Dessena 6.5 - Bravo e sfortunato. Arrivato a gennaio dopo mesi di desideri cullati in merito a un ritorno in Sardegna, il mediano è subito un fattore per la squadra. Sostituisce Biondini senza farlo rimpiangere, porta freschezza e motivazioni in un gruppo che comincia a balbettare. Purtroppo per lui le sfortune stanno arrivando: prima il momento opaco della squadra, poi l'infortunio alla clavicola che lo toglie dai giochi per il finale di battaglia. Punto fermo per la ricostruzione.

Albin Ekdal 7 - Uno dei più positivi della stagione. Inizio da dimenticare, o meglio da dimenticato. Massimo Ficcadenti non lo vede, e lo relega ai margini della squadra che comincia bene il campionato. L'arrivo di Ballardini e l'addio di Biondini lo mettono in concorrenza con Dessena per il ruolo di spalla della coppia Nainggolan-Conti. Lo svedese coglie al volo l'occasione e non esce mai dagli undici titolari. Regista al posto del capitano, mezzala (destra o sinistra non fa differenza) o anche trequartista, la sufficienza è sempre portata a casa. Prossimo step: crescita sotto il profilo della personalità e qualche inserimento in più per diventare quel centrocampista moderno che tutti vedono in lui sin da quando la Juventus lo portò in Italia.

Sebastian Eriksson s.v. - L'annuncio del suo acquisto e, a stretto giro di posta, quello dell'infortunio che l'avrebbe reso indisponibile almeno fino a marzo. Quello che doveva essere il rinforzo del Cagliari è diventato subito oggetto misterioso ed eternamente atteso per tutta la stagione. L'epilogo dell'annata, fatto di gol in partitella e allenamenti con il gruppo, lasciano ben sperare per il futuro. Appuntamento al prossimo ritiro.

Radja Nainggolan 5.5 - La stagione del Ninja non è affatto positiva, e il belga è il primo a riconoscerlo senza problemi. Il campionato precedente è stato quello dell'esplosione e della consacrazione, e nella stagione appena conclusa le voci di mercato non hanno tardato a esplodere fragorose. Inevitabile la distrazione e la mancanza di serenità. Radja continua a lavorare, a giocare e a boccheggiare per l'assenza di alternative. A gennaio sembra fatta per l'approdo alla Juventus, ma il mancato accordo tra le società e la dichiarazione d'amore del ragazzo verso la città rimandano (o fanno saltare?) tutto. Il futuro è un'incognita, tra chi (agente in primis) vede nella questione stadio una possibile chiave per la permanenza a Cagliari e coloro i quali (esperti di calciomercato) preparano l'asta milionaria a beneficio di Cellino.

Rui Sampaio 5 -  Il voto non lo premia, ma non sono tutti demeriti personali quelli che ne hanno fatto uno dei tanti oggetti misteriosi della stagione cagliaritana. Gli si può imputare una certa lentezza e la mancanza di personalità che ha impedito di emergere alle spalle di "mostri sacri" del centrocampo. Il gol in Coppa Italia è da applausi, nonché unica perla nel deserto fatto di appena 8 apparizioni totali. Ancora incerta la conferma per la prossima stagione, quando l'infortunio agli adduttori che l'ha tolto di mezzo da gennaio a fine torneo potrebbe dargli tregua e seconda chance.

ATTACCANTI

Victor Ibarbo 7 - Voto pienamente positivo e in salita. Tutto è dalla parte del giovane colombiano. Talento, forza fisica, velocità, potenzialità. Chi più ne ha più ne metta per la scommessa estiva del presidente Cellino. Il suo ruolo (mezzala, ala o attaccante?) ha generato i dissidi con Donadoni e poi le discussioni con Ficcadenti, che durante il suo primo mandato lo ha usato quasi unicamente per onor di firma. E' Ballardini ad affidargli le chiavi di un attacco asfittico e ai limiti della disperazione. Lui ripaga con le magie a Catania e contro il Genoa, una marea di falli subiti e le uniche emozioni date dalla squadra ai tifosi. La strada da fare è ancora tanta: migliorare in zona gol (appena 3 le reti realizzate), aumentando freddezza e tecnica. Un tecnico (alla Zeman, per intenderci) in grado di insegnare calcio e formare giocatori sarebbe manna per il ragazzino di Calì.

Thiago Ribeiro 6 - Esempio di discontinuità se ce n'è uno. L'impressione che hai appena lo vedi muoversi in campo è quella di un calciatore vero, troppo incline però ad assentarsi nel corso del match o, peggio, del campionato. I gol al Novara e al Lecce in avvio di torneo illudono, fino all'oblio che termina quasi un girone dopo: la doppietta alla Roma è da applausi, ma semplice paragrafo di un rendimento ondivago. Arriva anche l'acuto contro il Catania, in attesa che una preparazione adeguata e il riposo che non ha avuto negli ultimi 18 mesi possano farlo rendere al meglio per i colori rossoblù.

Anderson Miguel da Silva, Nene' 6 - Inizio di stagione caratterizzato dal sacrificio richiestogli da Ficcadenti, che vuole attaccanti pronti a ripiegare prima di pungere l'avversario. Il rigore realizzato a Cesena è valido solo per le statistiche, perché portatore di un punto scialbo e preludio al  precipitare delle cose. Dall'esonero del tecnico all'infortunio (il secondo, grave, in pochi mesi) che ancora una volta elimina il brasiliano dalla seconda parte di campionato. Una volta tornato a disposizione, sarà relegato a ultima opzione per l'attacco. Incerta la sua permanenza a Cagliari, ma meriterebbe ben altro addio.

Mauricio Pinilla 8.5 - Autentico salvatore della patria. Arriva a gennaio quasi per caso, con un'operazione nata improvvisamente nelle ultime ore di mercato. 8 le reti a Cagliari, tutte decisive, e un apporto di sacrificio, cuore, corsa e carisma senza eguali in questo turbolento campionato. Le sue parole e l'atteggiamento fanno pensare che in Sardegna abbia trovato davvero lo stato d'animo giusto dentro e fuori dal campo. L'intenzione di riscattarlo da parte di Cellino e le offerte che potrebbero arrivare dai piani alti determineranno l'eventuale futuro in rossoblù.

Joaquin Larrivey 6 - Il voto è una media tra quello per l'impegno (7), mai criticabile, e quello per il rendimento (5), fortemente influenzato dalle capacità di un ragazzo, il 28enne argentino, che di possibilità ne ha avute tante (forse troppe). Sette reti (una deviazione casuale, il gol della bandiera a S.Siro, più 2 rigori e una tripletta ininfluenti) in campionato e 3 in Coppa Italia appaiono bottino di rilievo solo per le statistiche, mentre la pazienza della piazza ha già emesso la sua sentenza, non propriamente positiva.

Moestafa El Kabir 5 - Pronti via ed è subito gol travolgente all'Olimpico contro la Roma. Il Cagliari ha trovato il suo fenomeno? Quel "nuovo Ibra" dipinto in estate è realtà? La prova empirica dimostrerà presto come le cose stiano diversamente. La stagione si snoda attorno a 7 spezzoni di gara senza sussulti, intervallati da lunghissimi periodi di misteriose assenze dalle cronache e dal campo di allenamento. Le voci circa problemi fisici cronici e irrisolvibili si diffondono con insistenza, e non aiutano le intemperanze del finale di stagione, con tanto di castigo da parte della società. Che lo depenna fino a fine stagione. A breve la vicenda del marocchino di nazionalità svedese dovrebbe trovare soluzione: il Cagliari deciderà se riscattarlo (difficile) o meno, ed El Kabir potrebbe tornare in Svezia con mestizia diametralmente opposta agli entusiasmi che lo accolsero un anno fa. 

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