Razvan Marin: "Sentivo il peso di essere uno dei trascinatori della Romania all’Europeo"

Razvan Marin: "Sentivo il peso di essere uno dei trascinatori della Romania all’Europeo"TUTTOmercatoWEB.com
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mercoledì 17 luglio 2024, 16:15News
di Martina Musu

Cronache Di Spogliatoio ha intervistato in esclusiva Razvan Marin,protagonista assoluto a EURO 2024 con la sua Romania, qualificatasi agli ottavi di finale di un grande torneo dopo 24 anni. Di seguito un piccolo estratto.

"Un po’ di rammarico forse ce l’ho: abbiamo giocato molto bene i primi 20’ contro l’Olanda. Sentivamo di poter vincere. Poi è arrivato il momento di Gakpo. E la qualità fa sempre la differenza. Non so cosa sia mancato negli ultimi anni: EURO 2016 era stato il nostro ultimo torneo. 8 anni di assenza sono stati troppi. Siamo sempre arrivati vicini all’obiettivo, ma sul più bello perdevamo quel paio di partite che ci costavano la qualificazione"

Ultimi giorni di vacanza e poi Marin tornerà al Cagliari. L’Italia lo ha aiutato ad affermarsi e a centrare risultati importanti anche per il suo Paese. La sua è la storia di molti: la Romania è una Nazionale che ‘parla’ italiano. Marin del Pisa, Pușcaș, Drăgușin, Man e Mihăilă: in tanti giocano o sono passati nei nostri campionati: "Sentivo il peso di essere uno dei trascinatori della Romania all’Europeo. Dopo alcune stagioni in Italia, non poteva essere altrimenti. Sono riuscito ad arrivare in buona forma e a mantenere un livello sempre alto. Quello che mi ha sorpreso di più però è stato Dragusin: lo conoscevo già, ci eravamo parlati quando ci siamo incrociati sui campi di Serie A, ma ora è in un momento incredibile. È al Tottenham, ha lavorato tanto per arrivarci. E quando sei in fiducia e tutto ti va per il meglio, diventi veramente forte. Lui e Man erano in grande forma".

"Siamo stati per due settimane in ritiro in Romania. C’era grande determinazione, ma non si sentiva tensione. Una volta che siamo arrivati in Germania è cambiato tutto. Appena entrati nell’hotel, ho iniziato a sentire adrenalina, ansia, emozione, responsabilità. Non vedevo l’ora di giocare la prima partita"