Semplici: "Quando sono arrivato a Cagliari molte storie particolari intorno a Radja..."

Semplici: "Quando sono arrivato a Cagliari molte storie particolari intorno a Radja..."TUTTOmercatoWEB.com
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giovedì 7 settembre 2023, 17:15News
di Martina Musu

Leonardo Semplici ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di cronachedispogliatoio. Di seguito un breve estratto.

«Oltre a Meret, ho avuto la fortuna di allenare e far esordire in Serie A anche Vicario», dice Semplici. «Era al Cagliari, dove Cragno si era infortunato e alle sue spalle premeva l’attuale portiere del Tottenham: «Lo feci esordire a San Siro contro l’Inter, non un contesto facile anche se in quel momento non c’era il pubblico, ma dimostrò subito di avere grandi capacità e di avere un’ottima personalità, perché quando giochi quelle partite bisogna che sotto l’aspetto caratteriale mentale tu sia pronto, e lui ha dimostrato di esserlo. Con l’Empoli ha fatto un percorso veramente eccellente, dove è cresciuto ancora e si è meritato questo trasferimento in Premier.

NAINGGOLAN -  «Quando sono arrivato a Cagliari, aleggiavano molte storie particolari intorno a Radja. Sembrava che fosse una continua festa. Invece ho trovato un grande professionista, un grande giocatore e sicuramente uno dei più forti che ho allenato. Un ragazzo di grande disponibilità, di una bontà unica che si è sempre comportato in maniera ottima. Un giorno, per il suo compleanno, festeggiò con i ragazzi della squadra. La mattina seguente, il preparatore atletico mi disse ‘Guardi mister, ieri sera hanno fatto tardi alla festa, meglio se Radja fa differenziato a parte…’, ma nonostante il mio consiglio il calciatore si rifiutava e voleva allenarsi in gruppo, senza favoritismi. Dovetti convincerlo in maniera importante, dicendogli ‘Guarda, meglio se non esageri, rischi di farti male, non voglio pregiudicare il tuo cammino’. Fu determinante in quella stagione»

PETAGNA - «Quando è arrivato alla SPAL da una squadra importante come l’Atalanta, lui aveva fatto intravedere buone cose, ma sotto l’aspetto realizzativo aveva qualche difficoltà. A lui piaceva far giocare più di raccordo, nonostante avesse un fisico da prima punta. Dopo i primi allenamenti gli spiegai: ‘Guarda Andrea, se non giochi vicino alla porta e non ci fai almeno 10 gol, non ci salviamo. Qui devi stare dentro l’area’. Questo ha fatto iniziare una collaborazione che sicuramente ha portato a dei benefici in primis a lui e poi a tutti noi, dove fece primo anno 15 gol e il secondo 13. Mi auguro a Cagliari possa ripetersi».